Il consigliere comunale di Todi ne ha per tutti, pur rassicurando gli elettori: "non farò cadere Ruggiano, ma non starò neppure allineato e coperto"

Mario Epifani, come suo costume, non si nasconde e risponde in maniera lampo alle notizie relative alle dimissioni dell’assessore Bruno Bertini, del suo tentato isolamento da parte di Fiamma Tricolore e, conseguentemente, di una sua possibile uscita dal partito per dare vita ad un gruppo consiliare autonomo.
Dalle sue dichiarazioni si ricavano due sole certezze, solo apparentemente contrastanti tra loro. La prima è che una crisi politica c’è ed è tutt’altro che risolta; l’altra è che Epifani, “sotto qualsiasi denominazione consiliare”, non intende determinare la caduta dell’Amministrazione Ruggiano.
Data la delicatezza della situazione ed il suo repentino e periglioso evolversi riportiamo di seguito integralmente le affermazioni di Epifani così come pervenute:

“1) Me ne strafotto del presunto isolamento da parte di quattro esponenti di Fiamma che si ammantano di presunzione, dimenticandosi che esistono politicamente perché esisto io. Da questa mia affermazione è escluso l’amico Bertini ed altri camerati, ma sono inclusi tutti quelli che, in questo momento difficile, hanno tentato di colpirmi inopinatamente alle spalle, invece di essermi solidali.
2) Espulsione? Se è un’invenzione giornalistica, per tale la prendo. Ma se è nelle intenzioni di qualcuno, devo ricordargli che per espellere un iscritto, in questo caso un membro del Comitato Centrale, questi deve aver commesso atti disonorevoli ed in contrasto con lo statuto del Partito. E questo non l’ho assolutamente fatto. Anzi ho difeso la dignità del Partito e dei suoi esponenti, che erano stati dileggiati.
3) Cosa più rilevante è che mai, dico mai, sotto qualsiasi denominazione di gruppo consiliare, il mio futuro operare determinerà la caduta di quest’Amministrazione di centrodestra. Ho lottato una vita per raggiungere questo scopo e non sono così pazzo ed irresponsabile. Chi l’ha pensato non mi conosce. Questo non significa che, quando non sono d’accordo con l’operato del mio sindaco, mi metta “allineato e coperto”. Questo non significa che debba subire offese senza reagire. Non sono il tipo che porge l’altra guancia.
4) Stiano tranquilli gli elettori di centrodestra ed in particolare chi lo è stato per Fiamma Tricolore: non verrò meno ai miei impegni nei confronti della città e del sindaco che ho votato e fatto votare. Quando mi renderò conto di non poter più incidere e di non essere in grado di fare tutto ciò per cui sono stato eletto, mi troverete in piazza da comune cittadino. Oggi sono e resto un consigliere della coalizione che ha vinto le elezioni”.

Contattato telefonicamente per disporre di maggiori ragguagli, Epifani si limita a ribadire che la vicenda ha tre sfaccettature – una personale, una politica e una istituzionale – cui intende dare soluzioni dalle modalità distinte, seppur ovviamente collegate tra loro. 
Il consigliere della Fiamma si conferma un fiume in piena… Le dimissioni di Bertini? “Una cosa sbagliata, qualunque siano i motivi per i quali lo ha fatto”. E i rapporti personali? “All’insegna di una grande delusione e amarezza”. Ma allora chi glielo fa fare di arrabbiarsi tanto? “Arrabbiarsi? Ma se io non mi sono divertito tanto in vita mia!“. Quindi non si dimetterà dal Consiglio comunale? “Non ci penso nemmeno: ho compreso che il posto ideale per me è proprio questo”.

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