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A Todi il consigliere comunale esce dal partito sbattendo la porta e dà vita al movimento civico "Nuova Cittadinanza"; il quadro politico-amministrativo cittadino si complica ulteriormente

Nuova convulsione sulla già agitata scena politica tuderte. Il consigliere comunale Mauro Giorgi lascia i Democratici di sinistra sbattendo violentemente la porta. Le sue dimissioni dal partito, inviate al suo segretario di sezione ed accompagnate da una durissima reprimenda nei confronti dei dirigenti dei Ds, modificano ulteriormente i già complicati equilibri che si era venuti a determinare con le ultime elezioni e che hanno già fibrillato vivacamente sull’elezione del socialista Pizzichini alla presidenza del Consiglio comunale e, più di recente, per il caso Epifani.
Ora si aggiunge la decisione di Giorgi. Che da parte sua ci fosse malessere era noto da tempo; che si potesse arrivare ad una soluzione così traumatica era possibile (alcuni lo davano vicino alle posizioni della Sinistra democratica); prevedere però ora cosa ciò comporterà dentro l’istituzione comunale non è facile per nessuno. Anche perchè Giorgi, annunciando la costituzione di un gruppo autonomo e la nascita del movimento civico “Nuova Cittadinanza”, sottolinea di voler avere le mani completamente libere. A questo punto non resta che sedersi e aspettare le evoluzioni…

“Informo – scrive Giorgi – di aver rassegnato in data odierna le mie dimissioni dal Partito dei Democratici di Sinistra. Ho assunto questa decisione dopo aver purtroppo constatato che, nonostante la richiesta di rinnovamento proveniente dall’elettorato e da una parte della base del Partito, di cui ho sempre cercato di farmi interprete, i DS di Todi continuano ad essere gestiti con i soliti metodi e con gli stessi sistemi e dalle medesime persone che, come una “casta”, hanno privilegiato in questi anni gli accordi di potere e gli interessi personali piuttosto che una conduzione collegiale, trasparente e rispettosa degli ideali del Partito e delle aspettative della gente di sinistra”.
Dopo il durissimo attacco iniziale al partito, Giorgi sembra voler parlare all’elettorato. “Questo stato di cose mi ha costretto ad un impegno sempre più in salita e in un clima che è diventato per me insopportabile e che mi porta oggi alla scelta di prendere le distanze da un simile modo di fare politica. Lo faccio con la massima serenità e con assoluta dignità e lealtà nei confronti degli elettori, i quali hanno votato il partito ma anche e forse soprattutto la persona. Non tanto perché sono io a credere di meritare qualcosa, è per la gente che mi ha votato. Vorrei ricordare in proposito che nelle ultime due elezioni amministrative in cui mi sono presentato sono risultato il più votato, fra i candidati di tutti gli schieramenti, in entrambi i seggi della zona. Sono sicuro che gli elettori capiranno, anche perchè continuerò ad essere a loro disposizione e a farmi portavoce delle loro reali esigenze”.
Qual è stata la causa scatenante di questa decisione? Mauro Giorgi ha preparato una risposta non evasiva, che rincara anzi il giudizio pesantissimo sulla gestione dei Ds. “Non ho nessuna difficoltà a dichiarare che la “goccia che ha fatto traboccare il vaso”, non sono abituato ad annaspare nel torbido a differenza di qualcuno, è stata il non essere neppure stato preso in considerazione per nessuno degli incarichi istituzionali disponibili, quando invece c’è chi ne ha collezionati tre, due dei quali forse sarebbe meglio dire ereditati addirittura dal suocero (Presidenza della 2° Commissione, stando a quanto mi è stato scritto dal capogruppo Cappelletti, e Comunità Montana). Addirittura i nominativi dei rappresentanti dell’ente montano sono stati comunicati a decisione già presa, senza che le segreterie delle Sezioni dell’Unione Comunale fossero state informate e coinvolte nella decisione. Questo evidentemente è il rinnovamento e la trasparenza del nuovo corso”.
La conclusione del comunicato è dedicata ai rapporti con il Gruppo consiliare e al suo personale futuro politico. “Tengo inoltre a sottolineare che non ho nessun problema con il gruppo consiliare dell’Ulivo: è il percorso e il metodo seguito che non posso più condividere, così come ho sempre contestato la concentrazione di più incarichi su un solo esponente. Fin dall’inizio avevo spostato anche il progetto del Partito Democratico, ma ho ormai capito che comunque rimarranno gli stessi “attori” e i medesimi metodi e quindi non posso per coerenza con me stesso e con ciò che chiedevano i cittadini, farne parte. In Consiglio comunale uscirò dal gruppo dell’Ulivo e aderirò al gruppo misto, dando vita contemporaneamente al movimento civico “Nuova Cittadinanza”, le cui azioni saranno libere e indipendenti da qualsiasi pressione partitica ma finalizzate solo al bene di Todi, costituendo un punto di riferimento per i cittadini”.

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