Un summit del centrodestra ha confermato la fiducia all'assessore Bertini; un nuovo direttivo della Fiamma ha invece formalizzato la rottura ormai insanabile con il "camerata"

E’ stata una giornata politicamente infuocata, quella di lunedì 30 luglio, per la politica tuderte. Entrambi gli schieramenti sono stati coinvolti da problemi interni che appaiono al momento dalla soluzione complicata e comunque sicuramente non indolore.
Da una parte c’è il centrodestra alle prese con il ritiro delle dimissioni da consigliere comunale di Mario Epifani; dall’altra c’è il centrosinistra, e in particolare i Ds, scossi dall’uscita repentina dal partito (ma non dal Consiglio) di Mauro Giorgi e, successivamente, dalla presa di posizione del segretario della sezione di Ponterio Marco Pepi. Insomma: se Atene piange, Sparta non ride. In questa fase tutte le schermaglie fra i due schieramenti sono state temporaneamente accontonate.
In mattinata c’è stato un incontro fra Epifani e l’assessore dimissionario della Fiamma Tricolore Bertini: hanno preso un caffè insieme (sicuramente amaro) e hanno provato a chiarirsi ma senza riuscirci. In serata, con inizio alle 19, si è tenuto invece un summit del centrodestra, presenti i consiglieri comunali e gli esponenti dei partiti della coalizione, che hanno valutato gli ultimi sviluppi della crisi e concordato una strategia comune per uscire dall’avvitamento.
La riunione, durata un paio d’ore, si è conclusa con la piena riconferma della fiducia e delle deleghe all’assessore Bruno Bertini, indipendentemente dalle scelte politiche di Epifani. Già, Epifani. Lui ha ribadito  che il timore di una caduta di Ruggiano per mano sua non esiste: non a caso continua a chiamarlo “il mio sindaco”, ancora più convintamente dopo che il primo cittadino ha dichiarato alla radio locale che lui ad “Epifani vuole molto bene”.
Sgombrato apparentemente il campo dal “problema istituzionale”, resta però aperto quello politico il cui peso è finito tutto sulle spalle della Fiamma. Epifani infatti ha continuato a pretendere i nomi di chi nell’ultimo “fantomatico” direttivo avrebbe firmato il “farneticante” comunicato che lo avrebbe prima sconfessato e poi richiamato nei ranghi.
Per risolvere la situazione, in serata, alle 21, si è svolta una nuova riunione del partito (alla quale pur invitato Epifani non avrebbe preso parte, preferendo sembra un confronto con i singoli camerati) finalizzata a sottoscrivere formalmente il documento di frattura ormai insanabile con il leader storico della destra tuderte. Documento che sarà probabilmente consegnato al diretto interessato nella giornata di martedì per metterlo di fronte alle sue responsabilità, confidando nelle sue effettive dimissioni dal Consiglio comunale. Sarà davvero questo l’epilogo della vicenda?

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