Un ritrovato medico "alla cannella" contro le infezioni virali è stato messo a punto in Israele sta per essere distribuito in tutto il mondo

Mentre in Gran Bretagna sono alle prese con un virus animale troppo simile, per essere una coincidenza, con quello trattato, forse incautamente, nei laboratori, tornano all’attenzione metodi antivirali vecchi di millenni. È in attesa di una licenza di vendita internazionale un estratto di cannella che combatte le infezioni virali conseguenti all’Hiv e all’influenza aviaria.
La cannella in questione non è quella usata in cucina: viene infatti dal cumarino e dall’aldeide della cannella che sono sottoprodotti di una sorta di ‘succo di cannella’. E’ stato Michael Ovadia, ricercatore dell’Università di Tel Aviv – dipartimento universitario di zoologia – che ha sviluppato tale “innovativo” trattamento antivirale. Il percorso attraverso cui il ricercatore è arrivato alla scoperta è abbastanza singolare e rivaluta miti e storie del passato.
La svolta nelle sue ricerche è arrivata quando l’uomo stava ascoltando la lettura di un passo della Bibbia nella sinagoga, secondo quanto racconta egli stesso al Jerusalem Post. “C’è un passo in cui si spiega come i sommi sacerdoti preparavano l’olio santo che veniva spalmato sui loro corpi prima di sacrificare degli animali al Signore.  Improvvisamente ho avuto un’intuizione: forse quell’olio, preparato con cannella e altre spezie, aveva anche una funzione pratica nell’evitare che i sacerdoti potessero contrarre delle infezioni durante i sacrifici”.
L’intuizione era giusta: l’estratto di cannella riusciva a immunizzare rapidamente un embrione di pollo dal virus della cosiddetta Malattia di Newcastle, praticamente innocua per l’uomo, ma letale per i volatili e che costa alle aziende avicole americane milioni di dollari ogni anno. Il ricercatore è quindi andato avanti nei suoi studi scoprendo risultati soddisfacenti anche nel trattamento del virus dell’aviaria, il virus di Sendai, l’Hiv e l’herpes simplex 1.
Il farmaco non solo neutralizzava i virus, ma riusciva anche ad immunizzare il soggetto da alcuni ceppi di virus. La Frutarom, una multinazionale farmaceutica con sede in Israele, ha già in programma diverse applicazioni per il farmaco di Ovadia, che dovrebbe anche essere usato come spray negli aeroporti per prevenire eventuali contagi di influenza aviaria, ma anche come trattamento farmacologico per l’influenza comune. Il farmaco va assunto in piccole dosi per evitare che danneggi i polmoni:  “A dosaggi elevati può essere tossico”, ha precisato il ricercatore.

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