Gli americani sanno vendere meglio degli italiani le scoperte. La vicenda Meucci- Bell sulla invenzione del telefono sembra ripetersi questa volta anche a danno di un fisico perugino che insieme ad altri italiani ed europei lavora nei laboratori del Gran Sasso .
La Princeton University ha annunciato la conferma della teoria dei neutrini solari da parte del grande rivelatore Borexino.
In calce al comunicato, poi, si legge: che l’esperimento è finanziato dal Fondo Nazionale Americano per la scienza senza precisare che anche l’INFN e il Ministero tedesco della ricerca ci hanno messo qualche euro.
Il comunicato di Princeton è stato ripreso da tutti i siti web di scienza più importanti degli Stati Uniti, lasciando intendere che sì, i laboratori sono in Italia, ma solo grazie ai fisici americani sono arrivati i risultati.
Vero è che il responsabile dell’esperimento, nella fattispecie, è Frank Calaprice, di Princeton.
E vero è pure che sono citati, all’inizio, i Laboratori nazionali del Gran Sasso costruiti e gestiti dall’Istituto nazionale di fisica nucleare. Borexino fa parte di quei laboratori ed è uno strumento una collaborazione internazionale di cui fanno parte, oltre ai fisici di diverse sezioni dell’INFN, le Università di Milano, Pavia, Perugia e Genova, il Collège de France, il Max-Planck-Institut di Heidelberg, il KFKI di Budapest, l’Istituto Kurcatov di Mosca e il JINR di Dubna e, dulcis in fundo, la Princeton University, il MIT, la Lucent Technologies, Virginia Tech.
- Redazione
- 30 Agosto 2007













