Ridurre l’accumulo dei rifiuti alimentari in casa anche per favorire il corretto smaltimento. E’ questo l’intento di una proposta presentata al Senato che prevede di incentivare l’utilizzo di apparecchi dissipatori domestici per lo smaltimento dei rifiuti alimentari.
Per sostenere il ricorso a queste apparecchiature la proposta immagina la concessione dell’agevolazione fiscale per le spese sostenute per l’installazione nelle unità abitative o negli immobili destinati a usi diversi.
I dissipatori sono già largamente impiegati negli Stati Uniti, mentre in Italia se ne contano poche migliaia.
Si tratta di piccoli elettrodomestici, in grado di ricevere e triturare tutti i rifiuti alimentari che con l’aiuto dell’acqua vengono poi scaricati nelle tubazioni delle reti fognarie.
Senza contare che i rifiuti alimentari sminuzzati inviati ad un impianto di trattamento possono produrre fertilizzante o generare energia recuperando il gas metano.
Saranno così incoraggiati i cittadini che desidererebbero praticare il compostaggio, ma non dispongono dello spazio necessario.
Si metteranno le prime basi in attuazione della direttiva 1991/31 relativa alle discariche, per contribuire all’adozione di sistemi di raccolta differenziata basata sulla separazione tra rifiuto solido e rifiuto organico che può essere così smaltito attraverso processi di compostaggio o anaerobicamente digerito con produzione di metano da utilizzare come fonte di energia rinnovabile.
L’onere derivante dall’attuazione della legge, è stato valutato in sede di proposta, in due milioni di euro.
- Redazione
- 31 Agosto 2007









