C’era andato giù duro il Ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, nel commentare le nuove “indicazioni per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo d’istruzione“ contro l’abuso di “progetti” nelle scuole, troppo spesso orientati più agli interessi dei formatori che dei formandi.
“Le scuole dovranno educare – aveva detto il Ministro – istruendo gli studenti e mettere al centro l’alunno-persona: solo così si riduce il rischio che gli istituti diventino progettifici dove si perde di vista la specificità di ciascun ragazzo. Il curricolo diventa più snello e si privilegiano italiano, matematica, storia e geografia a inglese, informatica e impresa. Prima di passare ad altro, infatti, è fondamentale conoscere l’essenziale”.
Più diplomatica l’assessore regionale dell’Umbria all’Istruzione e al Diritto allo studio, Maria Prodi, nel saluto rivolto per l’avvio del nuovo anno scolastico.
”Tra le novità introdotte dal ministro Fioroni, la più eclatante sembra essere il ritorno delle tabelline. Non erano sparite, come non erano state eliminate la grammatica, la storia, la geografia, ma adesso si sente l’esigenza di ribadirne l’irrinunciabilità e tornare ad affermare la priorità di uno studio metodico e rigoroso delle basi delle discipline.
La dura lotta al nozionismo – ha detto l’assessore – ha liberato tanti anni fa la scuola italiana dalla ingenua presunzione che una catasta di mattoni accumulati fosse un edificio. Ma la scuola italiana ha anche rischiato, per contrapposizione, di costruire velleitari edifici senza materiali, ha esaltato spesso la interdisciplinarietà senza accertarsi che le discipline ci fossero, ha sottovalutato l’importanza della padronanza dei contenuti, a partire dagli elementi e dai concetti fondamentali”.
Per l’assessore regionale, “agli insegnanti si chiede oggi un mix di rigore e di creatività, attenzione ai contenuti, ma anche alle grandi sintesi e alle proiezioni del sapere, sensibilità verso il vissuto spesso complicato e difficile dei ragazzi e una capacità di contenimento e di fermezza educativa che difenda i ragazzi stessi da confusione e aggressività”.
- Redazione
- 11 Settembre 2007













