Le primarie del 14 ottobre per l’elezione dei rappresentanti alle Assemblee costituenti nazionale e ragionale del PD offrono ai cittadini “comuni”, che non si sono mai occupati di politica, una grande opportunità di essere protagonisti, sia come candidati che come elettori, nella creazione di questo partito nuovo che ha l’ambizione di aprire alla partecipazione di tutti e di risolvere i problemi e le contraddizioni del nostro paese con riforme serie e incisive.
Sarà un partito di centrosinistra liberale e di valenza europea e racchiuderà in sé gli ideali e le esperienze dei grandi movimenti politici del novecento, che hanno contribuito a costruire l’Italia, quello socialista e quello cristiano democratico. Ma sarà una casa aperta anche per tutti coloro che militano negli altri partiti e movimenti del riformismo e della solidarietà sociale. Una casa aperta ai giovani per soddisfare le loro istanze, renderli protagonisti attivi delle scelte politiche e ridare loro fiducia nelle istituzioni e in chi le governa.
L’obiettivo fondamentale del PD è quello di riformare la politica riassegnandole quel valore di guida morale per la cittadinanza, contrastando i privilegi inutili e il protagonismo di chi ci si è avvicinato solo per ambizioni di carriera.
I cittadini sono stanchi di politici arrivisti, autoreferenziali, che si guadagnano i voti non con la buona amministrazione ma con la costruzione di meccanismi clientelari che hanno promosso e consolidato l’occupazione degli enti pubblici da parte dei partiti, a scapito della qualità e dell’efficienza dei servizi offerti.
Sono stanchi di vedere proliferare, con il solo scopo di creare serbatoi di voti, entità aziendali pubbliche i cui bilanci sono sostenuti dai contributi degli enti locali e quindi gravano sulle spalle di tutti.
Sono stanchi di vedere la Rai,le aziende sanitarie e altre istituzioni pubbliche amministrate da manager che hanno come referenti esclusivi i partiti e sono, quindi, condizionati nelle loro scelte dalla esigenze dal leader politico di turno.
Quindi, il PD apre ai cittadini mettendo in discussione il sistema politico attuale e “costringendolo” ad integrarsi con personalità nuove, che seguendo il proprio impegno civile mettono a disposizione il loro tempo per partecipare alla definizione delle caratteristiche che dovrà avere questa nuova entità: quale statuto, quali organismi dirigenti, quali rappresentanze locali e territoriali, ma soprattutto quale programma politico.
Attraverso quali modalità si attuerà la nuova forma di partecipazione o rappresentatività democratica dei cittadini nel nuovo partito è ancora tutto da definire.
Una proposta potrebbe essere quella di istituire dei comitati di cittadinanza, a connotazione tematica (ambiente, sanità e welfare, sicurezza, mobilità urbana, ecc) costituiti da rappresentanti eletti dalla gente , nei quali si discutano i problemi della società, mettendo, ciascuno, a disposizione la propria esperienza civile, professionale, con il punto di vista di chi “vive la vita di tutti i giorni”.
Gli amministratori ovviamente dovrebbero essere parte integrante di questi comitati offrendo continua e periodica disponibilità a discutere, proporre soluzioni e informare i cittadini sulle scelte da compiere, con la più completa trasparenza.
Quindi politica nuova, nuova partecipazione, nuova integrazione della cittadinanza con la classe politica per operare scelte più condivise e coerenti.
Nel lavoro è ora di dare spazio al merito, alla professionalità, a qualsiasi livello dalla fabbrica al reparto ospedaliero all’ente pubblico.
Occorre abolire i meccanismi di assunzione che portano alla precarietà dei giovani e sono causa di quella insicurezza e quella sfiducia che rendono impossibile fare scelte di vita definitive e importanti. E’ necessario, altresì tutelare, il datore di lavoro dall’assunzione di persone impreparate, assenteiste, premiando anche qui il merito e l’impegno.
Anche negli enti pubblici deve essere premiato il merito e la produttività verificati con modalità di controllo obbiettive ed efficaci.
L’Umbria ha bisogno di valorizzare quell’imprenditoria che innova nei suoi propri prodotti attraverso la ricerca scientifica e crea nuove opportunità di lavoro.
L’innovazione passa attraverso la creatività e gli investimenti in ricerca: è così che le aziende umbre completeranno il processo per mettersi al passo con la competitività globale, creando occupazione e contrastando quel trend perverso per cui nella nostra regione le maggiori quote di assunzioni sono avvenute negli enti pubblici.
Ovviamente l’innovazione va promossa e sostenuta con contributi e agevolazioni pubbliche.
Ma la svolta più importante che si richiede al Partito democratico è quella di promuovere una riconversione in senso ecologico dell’economia.
Non è più pensabile concepire lo sviluppo economico in termini di industrialismo incontrollato, di edilizia sproporzionata rispetto alle reali esigenze demografiche, di impiego indiscriminato di energie inquinanti, dopo i segnali e gli appelli che ci giungono dalla comunità scientifica mondiale riguardo al riscaldamento della terra con le sue gravi conseguenze come i cambiamenti climatici, lo scioglimento dei ghiacci artici con l’innalzamento dei livelli degli oceani.
Allo stesso modo, non è pensabile concepire lo sviluppo economico senza tenere conto della limitatezza delle risorse energetiche disponibili: occorre una rapida e incisiva inversione di tendenza con investimenti concreti nelle fonti di energia rinnovabile.
La nuova edilizia e quella che si crea dalla ristrutturazione di vecchi edifici deve essere basata sull’impiego di materiali ecocompatibili, che consentano un risparmio e/o un’autonomia energetica reale.
Il mio impegno principale in queste elezioni è quello di rappresentare gli ecodemocratici, un folto gruppo di cittadini che credono fermamente che la difesa del nostro bellissimo territorio e le ragioni dell’ecologia in generale rappresentino l’obiettivo principe sui cui basare la nuova politica riformista del Partito democratico e sul quale costruire un nuovo modello di sviluppo in Umbria e in Italia.
La ricchezza storica, culturale e artistica dell’Italia si è affermata nel mondo anche grazie allo stupendo paesaggio, al clima mite e accogliente che la contraddistingue: guai a non contrastare il degrado del clima e del territorio, guai a non salvaguardare i beni preziosi che l’Italia e l’Umbria conservano da secoli e che sono una delle fonti principali di ricchezza economica e di attrazione per il turismo.
Il mio impegno è anche quello di rappresentare i professionisti e gli operatori della Sanità che credono nelle ragioni del centrosinistra e che in questi mesi hanno partecipato ai vari incontri e forum, manifestando fiducia nel progetto del Partito democratico, con la speranza in un miglioramento dell’efficienza e della qualità del nostro sistema sanitario.
Infine, è ovvio il mio impegno a rappresentare, come candidato, tutti coloro che credono nel progetto del Partito democratico.
E’ chiaro che, considerati tutti questi presupposti, non potranno andare delusi gli auspici miei e di tutti coloro che sperano nel Partito nuovo e danno credito e fiducia alle dichiarazioni rilasciate da Veltroni e dagli altri candidati circa le riforme e i cambiamenti da apportare alla politica e al “Sistema Italia”; in primis quella una nuova “questione morale” che deve investire i politici e la cittadinanza con l’obiettivo di riacquistare quella cultura della legalità, della coesione sociale e del senso civico che sono alla base di una vera democrazia moderna, liberale ed europea.
Da qui nasce il ruolo di “vigilanza” che spetta a me e a tutti gli esponenti della società civile, cui sarà data l’opportunità di partecipare alle Assemblee costituenti.
Tutti saremo attenti vigili e controllori di ciò che verrà discusso, definito e realizzato nella costruzione del nuovo partito, affinché il cambiamento sia reale e gli obiettivi e i programmi della nuova entità politica siano in linea con le aspettative di cittadini
La posta in gioco a questo punto è la credibilità della classe politica sia locale che nazionale, che già nella fase di definizione dei candidati alle segreterie regionali e delle liste elettorali ha , a volte, cercato di rispolverare vecchie logiche da nomenclatura di partito, tentando di prendersi i posti migliori e lasciando ai cittadini “comuni” il ruolo di specchietti per le allodole.
La tentazione di molti politici di continuare ad occupare stanze del potere e di conservare privilegi e prerogative decisionali è molto forte.
Si spera che tutti abbiano compreso che i cittadini auspicano un cambiamento reale, rapido ed efficace.
Attilio Solinas
candidato all’Assemblea costituente nazionale per il collegio Perugia 2
Lista “Per Veltroni, Ambiente, Innovazione, Lavoro”








