Accordo tra Regione, Provincia e Comune di Terni per ridurre le quantità degli "speciali sanitari" conferibili all'impianto dell'ASM da fuori Umbria

Qualche salutare passo indietro sulla questione dell’incenerimento dei rifiuti a Terni. Passerà da 1.600 a 800 tonnellate all’anno la quantità dei rifiuti sanitari che potrà essere conferita all’impianto di termovalorizzazione dell’Asm .
È uno dei punti sui quali verte il documento congiunto presentato dall’assessore regionale all’Ambiente Lamberto Bottini, dal presidente della Provincia di Terni Andrea Cavicchioli e dal sindaco di Terni Paolo Raffaelli.
In verità, come spiegato dall’assessore regionale, il dimezzamento è realizzato calcolando i rifiuti speciali da incenerire sulle quantità complessive lavorate attualmente, anziché su quelle massime che l’impianto può smaltire a regime.
Lo stesso assessore ha peraltro difeso “la delibera della Giunta regionale in materia di rifiuti speciali – che- è un atto di valenza tecnica, che conferma e precisa i cardini attuativi del Piano di settore, in conformità alla normativa comunitaria e nazionale e alle sentenze della Corte costituzionale. Un atto dovuto e assolutamente legittimo.”
La nuova ‘Autorizzazione integrata ambientale’ regionale necessaria poiché le autorizzazioni provinciali scadono a fine gennaio 2008 – ha proseguito l’assessore regionale – sancirà nel giro di 3-4 mesi la riduzione della quantità dei rifiuti speciali nell’impianto. Intanto – ha sottolineato – il Comune di Terni adotterà una direttiva, nei confronti del gestore ‘Asm’, affinché il conferimento avvenga nella quantità massima stimabile in 800 tonnellate all’anno. Si otterrà concretamente e subito il dimezzamento dei rifiuti sanitari bruciabili a Terni”.
Quello dell’innovazione tecnologica volta al miglioramento della qualità ambientale è uno dei punti ulteriori su cui Regione, Provincia e Comune si sono trovati d’accordo e che dovrà essere uno dei punti cardine del nuovo Piano regionale dei rifiuti. Le soluzioni tecnologiche che sono allo studio “rese necessarie anche dalla non lontana conclusione del ciclo di vita dell’impianto ‘Asm’ di Maratta – si concorda nel documento di Regione, Provincia e Comune di Terni – saranno confrontate con quanto previsto nelle ‘linee guida’ del ministero dell’Ambiente in materia di ottimizzazione del ciclo complessivo dei rifiuti, a partire dallo sviluppo della raccolta differenziata, e rese coerenti con le scelte di fondo del nuovo Piano regionale dei rifiuti, di cui è stata avviata la redazione. Le possibili soluzioni, su cui si confronteranno le forze di maggioranza e i rispettivi consessi, rappresentano in ogni caso ulteriori passi in avanti dal punto di vista ambientale rispetto ai principi di autosufficienza e semplificazione
Intanto è stato concordato che “nel quadro dell’istruttoria per la ‘Autorizzazione integrata ambientale’, ferma restando la correttezza dei controlli effettuati e del sistema in vigore, sarà conferito all”Arpa’ l’incarico per ottenere ulteriori conferme circa i principali fattori inquinanti, la provenienza e il relativo impatto ambientale“.
Le tre istituzioni, inoltre “nell’auspicare un percorso rapido del nuovo Piano dei rifiuti regionale, che a partire dai concetti di autosufficienza degli ambiti e semplificazione impiantistica nel Ternano, costruisca un sistema di smaltimento ancora più compatibile sotto il profilo ambientale, danno atto che sono allo studio, da parte del Comune di Terni e ‘Asm’, in collaborazione con la Provincia di Terni e con i competenti uffici della Regione, nuove e avanzate soluzioni tecnologiche e operative, al fine di rendere minimo l’impatto ambientale della produzione di energia dai rifiuti e di ottimizzare il rendimento economico”.
Per il sindaco Raffaelli , comunque l’impatto ambientale della termovalorizzazione nella Conca ternana, è sovrastimato nell’opinione pubblica . “Dai tre inceneritori presenti nella Conca ternana, ossia l’impianto ‘Asm’ e le due centrali per la produzione di energia elettrica da biomasse, deriva complessivamente solo lo 0,6% alle emissioni in atmosfera“.

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