II segretario regionale del PD dell'Umbria, Maria Pia Bruscolotti, non vuole disperdere le grandi aspettative suscitate e pensa ad un partito che sappia sorprendere ed individuare nuove rotte

“Se vuoi costruire una nave non chiamare a raccolta gli uomini per procurare la legna e distribuire i compiti, ma insegna loro la nostalgia del mare ampio e infinito” (Antoine de Saint-Exupéry).

In questi primi giorni di convulso e intenso lavoro come segretaria regionale sento tutta intera la responsabilità di non disperdere e non tradire le grandi aspettative che il PD ha suscitato.
Per questo credo siano appropriate le parole di Saint-Exupéry per descrivere lo spirito con cui dovremo animare il lavoro di costruzione del partito in Umbria: dovremo avere l’ambizione di costruire una grande forza politica, radicata, popolare, di massa, capace di ridare dignità e credibilità alla politica, capace di offrire risposte alle inedite e travolgenti trasformazioni che stanno mutando il nostro mondo.

Quando si sceglie di spingersi nel mare ampio e infinito si corre di certo qualche rischio, abbandonando il porto sicuro, le certezze che nel nostro caso sono rappresentante dalle identità e dalle forme organizzate dei partiti da cui proveniamo: ma il tempo in cui viviamo ci chiama a cercare risposte nuove, perché la politica del 900 davvero non basta più di fronte all’economia globale, ai mutamenti climatici, alle trasformazioni tecnologiche, alla precarietà del lavoro, ai fenomeni dell’immigrazione, alla richiesta sempre più pressante di sicurezza, all’invecchiamento della popolazione e alle nuove domande di opportunità e di giustizia sociale che vengono da una società bloccata, che non fa più figli.

Non dobbiamo certo dimenticare quanto di vivo e di utile c’è nella nostra storia, nelle radici profonde delle culture politiche e dei movimenti di popolo che hanno fatto vivere le grandi formazioni politiche della sinistra e del cattolicesimo democratico del secolo scorso: ma la funzione politica del partito nuovo che stiamo costruendo ci chiede di avere il coraggio di rinunciare ad ogni nostalgia, e per la prima volta in Italia, di dare precedenza al futuro, di non camminare con la testa rivolta a quello che è stato, ma di ricercare una rotta ambiziosa e radicalmente nuova, per declinare nel nostro tempo i valori e le idealità di cui siamo tanto orgogliosi.

Il Partito Democratico dovrà sorprendere, ricercare nuove rotte, nuove idee e soluzioni ai problemi, coltivare una sola nostalgia, quella per la politica intesa come servizio nobile e disinteressato ai cittadini e alle comunità, come spazio creativo e di ricerca permanentemente rivolto all’innovazione: la nostalgia del mare aperto e infinito.
È nostro dovere rispondere alla crescente sfiducia che muove tanti verso il ripudio dell’impegno politico e verso la delegittimazione di ogni forma di organizzazione politica: non è solo una questione di costi, anche se la determinazione nel produrre una politica lieve e sobria deve essere per noi un assillo quotidiano, tanto nella vita del partito, quanto nel governo delle istituzioni locali.
All’”antipolitica” si risponde rinnovando e riformando la politica, mettendola in condizione di assolvere i suoi compiti di cambiamento e di trasformazione della società, dotandola delle risposte di senso che pretendono le sconcertanti trasformazioni del nostro tempo, ridandole il profilo nobile di missione al servizio della comunità.
A tal proposito va salutata come una significativa novità la costituzione di una commissione, in seno alla Costituente nazionale, che si occuperà di redigere il Codice Etico del Partito democratico: insieme alla Commissione sullo Statuto e a quella che redigerà la Carta dei valori sono le tre articolazioni della Costituente nazionale cui dovremo far giungere un nostro autonomo e specifico contributo come partito umbro, perché i mesi che abbiamo di fronte trascorrano con un’intensa e concreta opera di costruzione ideale e di concreto insediamento del PD, coltivando sempre la più amplia partecipazione possibile.
Ciò che ci deve muovere è in definitiva la consapevolezza che stiamo costruendo un partito nuovo: per fisionomia organizzativa, per orientamento politico e programmatico, per orizzonte ideale e culturale.
Un partito aperto, federale e plurale.

Aperto al protagonismo dei cittadini in ogni momento decisivo della propria vita democratica, utilizzando non solo lo strumento delle primarie, ma forum tematici, e nuove strutture organizzate sul territorio, che permettano alla società umbra in tutte le sue articolazioni, dal mondo del lavoro a quello del sapere, dall’Università e dalle imprese, dal volontariato e dall’associazionismo, di riversare nella nostra elaborazione e visione strategica dell’Umbria il valore dei saperi e delle competenze, delle professionalità e dell’esperienze di quanti vorranno dedicare un po’ del loro tempo e delle loro energie alla ricerca delle soluzioni nuove ai problemi, e alla costruzione di un pensiero nuovo che orienti l’azione di cambiamento del nostro partito.
Un partito organizzato a rete: capillarmente presente sul territorio, ma flessibile, orientato alla discussione con i cittadini, per far crescere non solo l’appartenenza, ma in primo luogo la partecipazione, nello spirito costituente dell’articolo 49 della nostra Carta costituzionale.
Un partito vicino ai cittadini e alle comunità, capace di interpretare l’idea di un Umbria plurale, per vocazioni e territori, con l’obbiettivo di un’aderenza alle pecurialità locali che completi e arricchisca sia la dimensione regionale che quella nazionale: un partito federale che promuova autonomia e partecipazione ad ogni livello, senza mai smarrire i tratti di una comune funzione e cultura politica regionale e nazionale.
Un partito plurale che sappia dare cittadinanza e rappresentare la sinistra democratica e socialista, il cattolicesimo democratico, l’ambientalismo, le culture femminili, il movimento della pace e per un mondo più giusto, il mondo del lavoro e dell’impresa, le parti più innovative e creative della società, non con una mera opera di assemblaggio o di giustapposizione, ma ricercando sintesi alte e nuove coordinate politiche e culturali.

Una delle nostre priorità deve essere la promozione di una grande e diffusa pratica di formazione politica, intesa come preparazione alla cittadinanza attiva e consapevole, rivolta soprattutto alle nuove generazioni, costruita insieme a fondazioni, istituti, associazioni, riviste, per dare corpo e respiro all’idea di un partito presente e vivo nella società.
Noi stiamo costruendo un partito nuovo che non nasce per se stesso, ma per la nostra regione e il nostro paese: per rendere possibile una stagione di cambiamento dell’Umbria e dell’Italia.
Dobbiamo sostenere l’impegno generoso e ricco di risultati del nostro Governo nazionale, contrastando con la nostra presenza nel rapporto con i cittadini l’indubbio logoramento causato dalla frammentazione e dalla litigiosità della maggioranza.
Dobbiamo sostenere e indirizzare l’azione di Governo delle amministrazioni locali, esercitando in concreto il nostro autonomo ruolo di elaborazione e di iniziativa politica.
Per questo il Partito Democratico nasce con una missione precisa: produrre innovazione. Innovazione programmatica, innovazione istituzionale, innovazione politica.
Soprattutto di questo dovremo occuparci nei prossimi giorni, del programma fondamentale del partito Democratico dell’Umbria, muovendo in primo luogo dalla necessità di incarnare quella domanda di politica nuova espressa dalla primarie: una politica fatta di partecipazione ma capace di decidere, di essere concreta, responsabile, trasparente, sobria nell’uso delle risorse pubbliche e efficiente nell’amministrarle, più umile e più competente.

Come a livello nazionale è urgente mettere mano alle riforme del sistema istituzionale, a partire dalla legge elettorale, dalla riduzione del numero dei parlamentari, dalla riforma del sistema bicamerale con l’introduzione del Senato federale, così in Umbria dobbiamo proseguire lo sforzo di innovazione del sistema regionale e delle autonomie locali fin qui prodotto, perseguendo obbiettivi di semplificazione, trasparenza, riduzione dei costi, efficienza dei servizi, tutela dei beni comuni, capacità e tempestività di decisione.
La definizione del programma dovrà muovere da alcune fondamentali priorità, per poi allargarsi a un lavoro corale di ricerca ed elaborazione, ma con un obbiettivo di rottura: non dovremo scrivere un saggio enciclopedico ma un elenco breve, mirato, concreto e misurabile di scelte che il Partito Democratico si impegnerà ad assumere con le sue donne e i suoi uomini al Governo delle comunità umbre”.

                        Maria Pia Bruscolotti, segretario regionale del Partito Democratico dell’Umbria

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