Gli inquirenti avrebbero individuato l'uomo le cui tracce sono state rilevate all'interno dell'appartamento di Perugia dove la giovane studentessa inglese è stata uccisa

Il fantomatico “quarto uomo”, quello che sarebbe stato in casa di Meredith Kercher la sera del 1 novembre quando la studentessa inglese è stata uccisa sarebbe un africano.
Un abituè dei locali notturni ove è facile incontrare gli studenti e rifornirli di piccole dose di “roba”.
Piccolo spacciatore con precedenti penali, conosciuto nell’ambiente degli studenti stranieri e italiani che frequentano l’università di Perugia.
E’ stato iscritto nel registro degli indagati, ma gli inquirenti avrebbero perso le sue tracce visto che lo stanno cercando anche all’estero fin dal giorno dopo il delitto.
Alla sua identificazione, dopo accenni sulla sua frequentazione di Meredith ed Amanda venute dalle amiche di entrambe, la polizia sarebbe giunta attraverso la comparazione tra le impronte digitali trovate sulla scena del delitto e quelle prelevategli in occasione di una fotosegnalazione.
Nella casa di via della Pergola la polizia scientifica avrebbe trovato tre tracce riconducibili a lui: le impronte digitali sulla federa del cuscino insanguinato trovato accanto al cadavere e quelle su un frammento di carta igienica nel water e il codice del Dna estratto dalle tracce organiche lasciate nello stesso bagno.
Gli inquirenti non credono tuttavia che il ricercato possa chiarire tutti i misteri.
L’attività investigativa sembra infatti ancora orientata a fare luce nei dettagli sui ruoli e le posizioni dei tre indagati che si trovano in carcere da una decina di giorni. Quello di Amanda, soprattutto, l’unica che ha confessato di esser stata nella casa al momento dell’omicidio.

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