All’udienza del tribunale del riesame in programma venerdì prossimo e nel corso della quale verranno presentati i ricorsi di Patrick Lumumba Diya (l’unico tornato in libertà), Raffaele Sollecito e Amanda Knox contro la convalida del fermo nei loro confronti disposta dal gip Claudia Mattini, il pubblico ministero dovrà necessariamente scoprire le carte che ha in merito all’omicidio di Meredith Kercher.
Due, fino ad ora, gli elementi nuovi emersi nelle ultime ore: sangue di Amanda Knox sulla scena del delitto e “strana” assenza di impronte digitali della stessa.
Sul rubinetto del bagno vicino alla camera dove è stata uccisa Mereditn è stata trovata una macchia di sangue di Amanda. Questo per gli inquirenti sarebbe un sicuro indizio della presenza della studentessa di Seattle sulla scena del delitto, la notte in cui la sua coinquilina inglese è stata uccisa. Il pm esclude che possa essere stata lasciata nei giorni precedenti al delitto, in quanto con l’uso ripetuto del rubinetto sarebbe stata sicuramente lavata.
Invece gli inquirenti sarebbero convinti che, dopo l’omicidio di Meredith Kercher, l’abitazione di via della Pergola, dove è avvenuto il delitto, sarebbe stata accuratamente ripulita. Infatti, secondo il pm Giuliano Mignini, sarebbe significativo che nell’abitazione sia stata trovata, su un bicchiere, una sola impronta di Amanda Knox che lì viveva insieme alla vittima e a due coinquiline italiane.
Sarebbero state invece trovate nella casa 17 tracce attribuite alla vittima, 15 a una coinquilina italiana e quattro all’altra, nonchè altrettante riferibili al fidanzato della giovane inglese.
La presenza di tali tracce potrebbe avere anche altri significati. Ad una ripulitura dopo il delitto non sarebbero dovute sfuggire.
Si è appreso inoltre sulla porta d’ingresso non sono state trovate tracce di effrazione e il vetro infranto rinvenuto risulta essere stato rotto probabilmente dall’interno.
Secondo il pm Giuliano Mignini, Raffaele Sollecito e Amanda Knox hanno fornito dichiarazioni palesemente false agli inquirenti che indagano, un insieme “impressionante di contraddizioni e di assurdità nel tentativo di dare una spiegazione dei fatti che li potesse scagionare”. Fatti che tuttavia, sono interpretati diversamente dalla difesa di Sollecito, mentre quella di Amanda non ha ancora lasciato trasparire la sua linea.
- Redazione
- 27 Novembre 2007








