Sindacati, associazioni di categoria e del terzo settore criticano il documento; Italia Nostra boccia anche il nuovo slogan turistico per la promozione della regione

Si è svolto a Perugia l’incontro partecipativo per raccogliere osservazioni e pareri in merito al Documento annuale di programmazione e al disegno di legge della Giunta regionale dell’Umbria relativo alle disposizioni in materia tributaria.
Hanno ascoltato gli intervenuti i consiglieri Sebastiani, Baiardini, Bracco, Lignani Marchesani, Lupini e Modena oltre il Presidente della Commissione affari istituzionali del Consiglio regionale Oliviero Dottorini.
 Il Dap costituisce lo strumento fondamentale di raccordo tra la programmazione generale e la programmazione finanziaria di bilancio della Regione. Tra i suoi compiti c’è quello di verificare ed aggiornare annualmente le determinazioni programmatiche degli strumenti attuativi settoriali ed intersettoriali, con individuazione delle priorità in termini sia di obiettivi che di strumenti attuativi per il periodo di riferimento.

Non è andata bene per le proposte della Giunta. Critiche sono venute un po’ da tutti i settori.
Quello bancario ha criticato, ovviamente, l’incremento dell’Irap previsto per il settore bancario che potrebbe portare allo spostamento delle sedi bancarie in altre regioni dove questa imposta è più bassa o assente a danno dell’economia regionale e anche con una diminuzione del gettito Irap rispetto a quanto previsto.
Umbria Equosolidale”, ha evidenziato come nel Dap manchi qualsiasi riferimento al Commercio equo e solidale, nonostante il Consiglio regionale abbia approvato una delle prime leggi che lo sostengono e mentre sono già oltre 100 le scuole che hanno iniziato ad aderire ai progetti previsti dalla norma.
Italia Nostra” ha mosso numerosi rilievi a un Dap che non seguirebbe davvero le indicazioni dell’Agenda di Lisbona e Goteborg (quindi economia della conoscenza e sviluppo sostenibile). Come poco chiaro sarebbe l’articolato delle norme tributarie.
Anche lo slogan “Umbria cuore verde, sorprendente e misterioso” è stato valutato poco azzeccato per la promozione della regione.

Confindustria, Confapi, Cna, Confesercenti e Confcooperative, hanno definito eccessivamente ottimistiche le previsioni di crescita
contenute nel Dap, ed eccessivo il numero di priorità indicate (a scapito del loro effettivo raggiungimento).
Ci sarebbe poi un eccessivo grado di rigidità nell’allocazione delle risorse, con soltanto 413 milioni di euro sul bilancio totale a libera destinazione.
Criticato l’incremento dei canoni di prelievo delle acque minerali e il metodo di calcolo dei quantitativi di materiale estratto dalle cave su cui vengono pagati i diritti di sfruttamento.

Le organizzazioni sindacali Cisl, Uil e Cgil hanno avanzato riserve sui tempi di presentazione del Dap, che riducono la possibilità di discussione di un documento molto importante per la Regione.
Un rilievo particolare ha riguardato la mancanza di misure precise per la riorganizzazione della sanità, per i tempi del nuovo Piano sanitario, per la riduzione delle liste d’attesa, per la necessità di individuare soluzioni all’esigenza di avere un approvvigionamento energetico a prezzi competitivi dopo quanto avvenuto a Terni.

Le rappresentanze del Terzo Settore hanno definito iniqua la scelta di togliere l’esenzione Irap alle cooperative di tipo A, mentre invece questa avrebbe dovuto essere estesa a tutte le onlus. Questo porterebbe ad un aggravio del costo del lavoro nell’ordine del 3 per cento.
Mancherebbero anche previsioni relative ai servizi per le categorie deboli (mentre per la Caritas sarebbero il 7% le famiglie povere e un altro 7% starebbe per diventarlo) e alla valorizzazione delle cooperative di tipo B che svolgono un importante lavoro di inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati.

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