Progettato e adottato un Piano Regolatore abnorme, con modifiche al regolamento ICI ad effetto retroattivo, fatte ad hoc per realizzare maggiori entrate e per non rimborsare quanto ingiustamente già corrisposto al Comune

Sono un proprietario di terreno edificabile che è caduto nella “trappola” del nuovo PRG.
A luglio 2005 (data di pubblicazione del PRG), essendo venuto a conoscenza che il mio terreno era stato oggetto di Piano Regolatore, mi sono recato presso gli uffici competenti per esaminare le planimetrie che mi riguardavano.
Mi viene gentilmente spiegato che i vari colori corrispondono a diversi tipi di edificabilità e quello assegnato al mio appezzamento di terreno indica un’edificabilità “indiretta”, in quanto subordinata alla costituzione di un consorzio tra i singoli proprietari.
Mi viene anche detto che tale consorzio, dopo essersi costituito, dovrà presentare un piano di lottizzazione e che l’edificabilità diventa effettiva solo dopo l’approvazione del piano stesso e la realizzazione delle relative opere di urbanizzazione; e per quanto riguarda l’ICI non possono al momento quantificarla, perché non sono stati pubblicati i valori minimi di riferimento, in via di elaborazione da parte di apposita commissione di esperti incaricata dall’Amministrazione Comunale.
Tale commissione avrebbe dovuto valutare attentamente la differenza sostanziale tra un terreno con edificabilità “diretta”, e quindi immediata, da un altro ad edificabilità “indiretta” e quindi futura ed incerta e avrebbe dovuto dare, inoltre, il giusto peso al costo da affrontare per la realizzazione delle opere di urbanizzazione.

A dicembre 2005, dopo alcuni mesi dalla pubblicazione del PRG, mi arriva la cartella per il pagamento dell’ICI e solo allora vengo a conoscenza del VMRIA assegnato al mio terreno e dell’effettivo importo del tributo. Una vera e propria stangata!
Con stupore mi accorgo che il mio valore di riferimento è notevolmente superiore a quello che la commissione di esperti ha attribuito ad altri terreni del territorio comunale ad edificabilità diretta e quindi effettiva ed immediata, pur non avendo la possibilità effettiva di edificare per l’assenza del piano attuativo.
Ciò è in contrasto con la sentenza n. 25506 del 30/11/2006 della Suprema Corte di Cassazione che al punto 2.4 recita: “l’ICI deve essere dichiarata e liquidata sulla base del valore venale in comune commercio, tenendo conto di quanto sia effettiva e prossima la utilizzabilità a scopo edificatorio del suolo, e di quanto possano incidere gli ulteriori eventuali oneri di urbanizzazione”. Ma la commissione di esperti che ha individuato i VMRIA non ha dato il giusto peso a questi due parametri, che incidono in modo rilevante sul valore commerciale di un terreno edificabile.
Pur con tali premesse scoraggianti mi sobbarco l’onere del pagamento della cartella ICI relativa al 2005 e nel 2006 inizia l’avventura del Consorzio. Dopo lunghe estenuanti ed accese riunioni che si protraggono fino al 2007, viene elaborato un piano di lottizzazione e vengono quantificate le spese delle opere di urbanizzazione nella “modica” cifra di 950.000 euro.
Dovendo sborsare la cifra, per me insostenibile, di 145.000 euro e cedere il 45% della mia superficie edificabile per la strada di Piano Regolatore e il verde pubblico mi rendo conto, e ne ho conferma da perizia giurata di tecnico esperto, che le spese di urbanizzazione azzerano qualsiasi incremento di valore connesso con la possibilità di edificare.
Decido, pertanto, unitamente ad altri proprietari, di non entrare nel consorzio e presento domanda di variante al Piano Regolatore per ottenere l’annullamento dell’edificabilità ed il ripristino della condizione originaria di terreno agricolo.

Per quanto riguarda l’imposta dovuta, mi aspetto che, avendo rinunciato al “beneficio” dell’edificabilità non sono tenuto a pagare alcun tributo ed ho diritto al rimborso di quanto già corrisposto, come mi viene prospettato anche dai tecnici dell’Ufficio PRG.
Ma l’Amministrazione Comunale, in data 29 marzo 2007 con delibera di Consiglio Comunale n. 23, cancella la possibilità di rimborso dell’ICI per quei terreni che, a seguito di approvazione di varianti al Piano, non sono più edificabili. Tale possibilità, prevista dal D.L. n. 446 del 1997, art. 59, c.1, lett.f. e recepita dall’Amministrazione Comunale, è stata quindi lasciata cadere volutamente.
Ad ulteriore beffa mi giunge, in questi giorni di feste natalizie un’altra cartella per il pagamento dell’ICI relativa al 2002, anno in cui è stato adottato il nuovo PRG ed estesa anche agli anni successivi fino al 2005.
Dovrei, dunque, corrispondere al Comune migliaia di euro, in aggiunta ai 1.700 già pagati, pur non avendo avuto alcun vantaggio da questo nuovo PRG. Sono dunque previsti tributi fondati sul nulla?
A Todi è stato progettato ed adottato un Piano Regolatore abnorme con modifiche al regolamento ICI, ad effetto retroattivo, fatte ad hoc per realizzare maggiori entrate e per non rimborsare quanto ingiustamente corrisposto all’Amministrazione.

Altri interventi relativi alla “questione ICI”, sollevata da TamTam alcuni giorni fa, sono ospitati nella sezione “Lettere e Interventi“.

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