Sd, Prc e Pdci, riuniti nella Sinistra Arcobaleno, criticano pesantemente la gestione e le prospettive dell'Ambito territoriale da cui chiedono che la Provincia di Terni esca

“La Provincia di Terni esca dall’Ato”. Lo hanno chiesto i Gruppi consiliari di Sinistra Democratica, Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani della Provincia di Terni che hanno formalizzato anche il coordinamento “La sinistra arcobaleno” nominando portavoce Roberto Forbicioni.
I Gruppi hanno presentato una mozione sull’attuale servizio idrico provinciale ribadendo la necessità di ripubblicizzare le reti, i beni e la gestione. Nella mozione il coordinamento, riferendosi alla legge Galli, critica anche il fatto che la tariffa debba servire a coprire tutti i costi, compresi gli investimenti “che invece – affermano i firmatari – dovrebbero ricadere nella fiscalità generale”.
“Il modello ternano – aggiungono poi – non risponde alle attese, poiché il ruolo del pubblico, sia nell’Ato che nella Sii, non ha rispettato le prerogative che gli sono proprie, non rappresentando così in maniera corretta i cittadini. L’eccessiva frammentazione dei soggetti per il controllo deve essere ridotta, riconducendo le funzioni alla Provincia in qualità di ente di coordinamento e programmazione di area vasta così da contenere i costi ed eliminare sperequazioni”.

Altri punti sottolineati dalla mozione riguardano la qualità del servizio, il personale e gli incarichi direttivi
.
Per questi ultimi SD, PRC e PDCI affermano che “appaiono inopportuni doppi incarichi all’Ato e alla Sii e presenze contemporanee di figure all’interno della Sii e del consorzio “Coservices” al quale vengono affidati tutti i lavori straordinari che non vengono affidati ai soci consortili (la maggior parte dei lavori).
Viene da chiedersi – prosegue la mozione – che fine abbia fatto il ruolo di garanzia e di verifica dell’Ato che per ruolo istituzionale dovrebbe essere un soggetto terzo ed imparziale vocato soprattutto a garantire e tutelare i cittadini utenti.
Inoltre la revisione del piano d’ambito asseriva che la gestione sarebbe stata messa in equilibrio dopo il primo triennio di sperimentazione. Tutto questo non si è verificato e in sede di approvazione del bilancio 2006 della Sii si registra un credito verso l’Ato pari a 2,228 milioni di euro.
Se l’andamento verrà confermato anche per il 2007, in due anni si prospetta un disequilibrio di oltre 4 milioni di euro. Per tutto questo – concludono – chiediamo che venga fatta subito chiarezza con un’immediata verifica”.

condividi su: