Fumata nera a Bruxelles sull’indicazione obbligatoria dell’origine dell’olio d’oliva. Non c’è infatti accordo fra le organizzazioni europee del settore oleicolo su come rendere obbligatoria l’indicazione dell’origine nell’etichettatura dell’olio extravergine di oliva: è quanto segnala Confagricoltura, commentando l’esito del recente incontro a Bruxelles tra la Commissione Europea e le Organizzazioni di categoria dei diversi Paesi comunitari.
La richiesta italiana di indicare sempre in etichetta il Paese di produzione delle olive e dell’olio non è infatti condivisa dalla Spagna per la quale è sufficiente, come obbligo, il solo riferimento all’origine comunitaria dell’olio.
Per Federico Vecchioni, presidente della Confagricoltura, “non stupisce la posizione delle Organizzazioni agricole spagnole, allineate con l’industria e il commercio oleario europeo, poiché da parte loro non c’è interesse a rendere evidente al consumatore italiano che gran parte dell’olio confezionato in Italia è in realtà un “mix” di oli spagnoli, greci e italiani”.
L’ipotesi di obbligare ad indicare come comunitario un olio extravergine interamente prodotto in Italia, non renderebbe più chiara l’etichettatura e sarebbe una vera e propria beffa ai danni dei consumatori e degli olivicoltori italiani.
- Redazione
- 30 Dicembre 2007









