Il gruppo del Partito democratico in Consiglio regionale dell’Umbria, alla presenza della presidente della Regione, Maria Rita Lorenzetti, ha avviato ieri a Palazzo Cesaroni il confronto sui principi ispiratori della nuova legge elettorale regionale.
Secondo il PD non sarebbe “accettabile l’opinione secondo la quale i ‘costi della politica’ sarebbero diretta conseguenza del numero dei consiglieri”.
Tuttavia tra i punti condivisi dai partecipanti alla riunione è prevista “la riduzione del numero dei consiglieri bilanciata da una analoga riflessione sul numero dei componenti dell’esecutivo”.
Una tale proposta era stata avanzata a titolo personale dalla Lorenzetti ed aveva trovato l’assenso più o meno critico, con tentativi di rilancio, di altri partiti sia di maggioranza che di opposizione.
Evidentemente non è sfuggito al Partito democratico umbro che l’elettorato si aspetta un segnale forte, un esempio che valga a rafforzare la fiducia nella democrazia in un momento critico.
Occorre quindi ridare almeno l’impressione che il sistema partitico ponga in secondo piano le questioni, interne al sistema stesso, di supremazia e di sola visibilità di una parte sull’altra rispetto al “servizio” al cittadino.
C’è una criticità che il partito vede essenzialmente a livello nazionale per “il quadro di forte instabilità, e il precipitare verso una crisi di governo, che appare ai cittadini poco comprensibile, rischia di mettere a repentaglio il grande lavoro di risanamento e la nuova partita di riforme e di interventi a sostegno dei lavoratori e delle imprese. In uno scenario nel quale appare possibile il concretizzarsi di una crisi sistemica delle borse mondiali, è necessario, da parte di tutti, un surplus di responsabilità”.
Scenario a cui certo non giova l’immagine di un sistema partitico in cui tutti sono contro tutti e su ogni cosa, come pure, a livello regionale, non giova il proliferare di secondi e terzi livelli decisionali aggiuntivi e spesso sostitutivi di quelli costituiti da “eletti”.
Gli altri punti base condivisi dai partecipanti alla riunione: conferma dell’elezione diretta del presidente della Regione; garanzia della rappresentatività regionale; conferma dell’attuale ripartizione circoscrizionale con recupero dei resti su base provinciale; apertura di un confronto finalizzato a rafforzare e rimodulare i rapporti tra esecutivo e assemblea.
Il presidente del gruppo del Partito democratico, Gianluca Rossi, ha riferito che nell’affrontare le questioni relative ai contenuti di una nuova legge elettorale “tutti i componenti del gruppo hanno espresso un giudizio complessivamente positivo rispetto a quello tuttora vigente. Ragionando tuttavia attorno a quelli che dovrebbero essere punti qualificanti e imprescindibili che devono informare il nuovo dispositivo di legge”.
Rossi ha spiegato poi che “la questione dell’uso razionale e responsabile delle risorse pubbliche va invece concepito all’interno di un più ampio quadro riformatore il cui obiettivo sia quello di una progressiva semplificazione e innovazione del sistema pubblico.”









