Dopo 20 anni esatti di proprietà, la Nestlè ha deciso di uscire o ridurre il suo impegno nel settore della pasta secca e delle fette biscottate. Gli stabilimenti Buitoni di Sansepolcro potrebbero passare di mano e questo ha messo in allarme anche Perugia e l’Umbria.
È stata la stessa multinazionale a comunicare ai sindacati e al sindaco della città di aver dato mandato a Mediobanca di individuare un acquirente per lo stabilimento (che conta più di 400 dipendenti), concedendo anche l’uso del marchio (che resta di proprietà Nestlè) per la pasta secca e le fette biscottate.
Alla multinazionale resta il centro studi anch’esso con sede a Sansepolcro, dove si ‘progettano’ i nuovi prodotti con lo storico marchio.
Non si conoscono ancora nè le cifre richieste, nè l’interessamento di qualche gruppo. Assieme allo stabilimento di Sansepolcro, sarebbero cedute anche la rete commerciale e una struttura operativa a Milano.
La Buitoni è nata nel 1927 per iniziativa di Giovan Battista Buitoni che, con la moglie Giulia Boninsegni, aprì un negozio di paste alimentari a Sansepolcro. Poi il grande sviluppo soprattutto nell’immediato dopoguerra e la crescita importante dell’azienda.
Nel 1969 la fusione fra Buitoni e Perugina. Nel 1985 l’azienda fu acquistata dalla Cir di Carlo De Benedetti. Tre anni dopo, per 1.600 miliardi di lire, De Benedetti vendette tutto alla Nestlè.
Qualcuno ha paventato che questo sia il primo segnale di un disimpegno della multinazionale svizzera dall’Umbria ma, in merito a quanto affermato dal consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani sui rischi di una possibile cessione da parte di Nestlè Italiana dello stabilimento Perugina di San Sisto, l’azienda ha smentito categoricamente ogni ipotesi che metta in relazione quanto deciso circa la ricerca di un partner per lo sviluppo dello stabilimento Buitoni di Sansepolcro con il futuro di quello di San Sisto.
“Per Nestlè Italiana lo stabilimento Perugina di San Sisto è e rimane un sito produttivo centrale nella strategia di Nestlè, che produce oltre alle specialità Perugina anche prodotti a marchio Nestlè per l’intera Europa. Grazie all’accordo stipulato a luglio del 2007 con Barry Callebaut ha visto un potenziamento degli impianti e delle linee produttive che lo hanno resto il primo polo produttivo di cioccolato in Italia ed è in pieno sviluppo”.












