Già più di un mese fa, a dicembre 2007, un giornalista aveva anticipato la verità processuale che “secondo indiscrezioni, sarebbe condivisa anche dagli esperti delle parti civili e da quelli della difesa”.
Sarebbe stato un aneurisma cerebrale a provocare la morte del falegname Aldo Bianzino, 42 anni, avvenuta nel carcere di Perugia il 14 ottobre scorso un giorno e mezzo dopo il suo arresto per la coltivazione di alcune piante di canapa indiana intorno a casa sua.
È la conclusione cui sono giunti i medici legali Anna Aprile e Luca Lalli (lo stesso dell’omicidio Meredith e di Barbara Cicioni ) consulenti della Procura della Repubblica, che hanno depositato la loro perizia.
Sulla morte è in corso un’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Giuseppe Petrazzini, nella quale è indagato un agente di custodia per omissione di soccorso ed omissione di atti di ufficio.
Per fare luce sulla morte del detenuto si era anche costituito a livello nazionale un “Comitato verità per Aldo”.
La senatrice Franca Rame, moglie del premio Nobel per la letteratura Dario Fo, ha annunciato la sua intenzione di dare vita ad un grande spettacolo teatrale, i cui proventi saranno devoluti interamente ai figli ed alla compagna di Bianzino, Roberta Radice.
Bianzino era stato trovato morto in cella la mattina del 14 ottobre. L’ipotesi iniziale era stata di un malore ma l’autopsia aveva poi evidenziato alcune lesioni sospette e la Procura perugina ha aperto un fascicolo per omicidio a carico di ignoti per chiarire la vicenda.
Da quanto emerge dalla relazione depositata dai consulenti del pm, la morte del falegname avvenne a causa di aneurisma cerebrale, mentre alla milza non sarebbero state riscontrate lesioni.
Spiegazioni plausibili ci sarebbero anche per le lesioni riscontrate al fegato, mentre nessuna lesione, a differenza di quanto era emerso inizialmente, avrebbe interessato le costole.













