La presidente della regione è quarta nella graduatoria nazionale, ma per la qualità percepita dai cittadini dei servizi erogati, l'Umbria si colloca al settimo posto

Sondaggio che vai risultato che trovi ed in questo i risultati fanno abbassare la quota di consenso per la massima autorità regionale.
Questa volta il sondaggio è della società Ekma, secondo la quale la presidente dell’Umbria, Maria Rita Lorenzetti, si colloca al quarto posto (55,8%) per gradimento tra i presidenti di regione in Italia.
Il dato è stato rilevato nell’autunno scorso e fa premio, se visto da questo punto di vista, sulla posizione raggiunta dalla regione nella graduatoria sul gradimento dei servizi pubblici regionali .

È Roberto Formigoni il presidente di regione più “amato” con il 61,3% dei favori. Al secondo posto Riccardo Illy presidente del Friuli Venezia Giulia con il 59,3% e al terzo Vasco Errani, presidente dell’Emilia Romagna, con il 56,1.
Dopo la Lorenzetti vengono i presidenti di Toscana, Claudio Martini (54,6%), Veneto, Gianacarlo Galan (54,1%),Marche, Gian Mario Spacca (51,8%), Piemonte, Mercedes Bresso (51,4%), Molise, Angelo Michele Iorio (50,2%), Basilicata, Vito De Filippo (50,0%), Puglia, Nichi Vendola (49,8%), Lazio Piero Marrazzo (49,0%), Sardegna, Renato Soru (47,3%), Abruzzo, Ottaviano del Turco (46,2%), Liguria, Claudio Burlando (46%), Calabria, Agazio Loiero (45,5%). Ultimo è il presidente della Campania, Antonio Bassolino (40%).
Non sono stati pubblicati i dati relativi a Salvatore Cuffaro, ex presidente della Sicilia dimessosi qualche giorno fa.

Tutti i governatori, ad eccezione del Molise, sono stati eletti nel 2005 e quasi tutti sembrano perdere consenso rispetto a quei risultati, ad eccezione di Illy che si è conquistato il governo del Friuli con il 56,5% ed ora gode di un dato di fiducia del 59,3%, e di Errani, Martini e Bresso.
Antonio Bassolino è il presidente che perde maggiori consensi, eletto con il 61,6% ora ha un dato di fiducia pari al 40%, cioè -21,6 punti.
Al di là del “fascino del leader” c’è anche una classifica divisa a metà, tra promosse e bocciate per quanto la qualità percepita sui servizi erogati.
Le regioni “promosse” che superano cioè il 50% nel livello di soddisfazione sono: Valle d’Aosta (70,7%), Friuli Venezia Giulia (64,2%), Emilia Romagna (62,3%), Lombardia (58,5%), Piemonte (57,8%), Umbria (57,4%), Toscana (57,3%), Veneto (56,1%) e Marche (53,8%).
Le “bocciate” sono invece: Abruzzo (49,3%), Liguria (49,1%), Molise (45,5%), Sardegna (43,7%), Lazio (42,8%), Basilicata (42,3%), Puglia (40,8%), Sicilia (37,1%), Campania (36,1%) e Calabria (32,6%).

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