Cinque hanno richiesto il rito abbreviato e 25 il patteggiamento (a pene superiori a tre anni di reclusione)

Spesso, alla notizia dell’arresto di spacciatori di droga, la gente si mostra scettica, ritenendo che in poche ore gli stessi siano di nuovo sulla “piazza”. Ma le procedure giudiziarie vanno avanti.
All’udienza preliminare relativa all’operazione “Sigfried due”, condotta dalla squadra mobile perugina contro lo spaccio di eroina e cocaina nel capoluogo umbro, una sessantina di nordafricani sono stati rinviati a giudizio dal gup di Perugia.
Per cinque sono state invece avanzate le richieste di rito abbreviato e per 25 di patteggiamento (a pene superiori a tre anni di reclusione).
L’indagine della polizia aveva portato alla luce un traffico internazionale di droga, dall’Olanda all’Italia.
In particolare a Perugia giungevano ingenti quantità di eroina e cocaina portate da corrieri che viaggiavano per lo più in treno.
C’era poi chi si occupava di piazzare gli stupefacenti sul territorio e un gruppo di consumatori-spacciatori del quale avrebbero fatto parte anche alcuni italiani.
La presunta organizzazione si era quindi divisa la città in zone: una parte – è emerso dagli accertamenti – piazzava le dosi tra via della Pescara e il parco della Verbanella, l’altra nella zona della stazione di Fontivegge.
La squadra mobile aveva accertato che il gruppo criminale aveva al vertice una decina di nordafricani che pertanto rischiano le pene più pesanti per associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di droga.

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