Fino al 2005 il fabbiosogno ha continuato a crescere, poi le nuove politiche adottate, premiate dall'UE, hanno portato a prospettare un aggancio allo sviluppo spagnolo nelle fonti rinnovabili

Il panorama delle politiche energetiche italiane presenta luci ed ombre. Da un lato l’Italia è considerata il modello in Europa per la campagna che porta avanti in favore dell’energia sostenibile.
Lo ha detto a Bruxelles, a nome della Commissione europea, il direttore generale aggiunto all’Esecutivo Ue per le energie rinnovabile, Fabrizio Barbaso, intervenendo al convegno sulla cooperazione che l’Italia e Bruxelles porta avanti dal 2005, alla presenza del sottosegretario all’ambiente Gianni Piatti.
Il successo del modello italiano per la campagna sull’energia sostenibile ha convinto la Commissione europea – ha detto Barbaso – “a firmare un accordo con la Germania che ricalca l’intesa fatta con l’Italia. Le trattative attualmente in corso con Francia, Regno Unito, Slovenia e Portogallo vanno nello stesso senso”.
Non solo. “La Commissione – ha proseguito il direttore generale – ha previsto, nell’ambito del programma Energia intelligente Europa, di finanziare per due anni supplementari – ossia fino alla fine del 2010 – la campagna per l’energia sostenibile”.
Ma le campagne di promozione tardano a far vedere i loro effetti ed intanto i dati fino al 2005 mostrano un’Italia in cui non migliora il livello di dipendenza energetica.
Per ogni milione di tonnellate equivalenti di petrolio prodotte nel nostro Paese ne importiamo 6 milioni dall’estero
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Il caso “irrisolto” della dipendenza energetica del nostro Paese: “è uno dei più problematici dell’intera area europea”. Così dice il Rapporto Italia 2008 diffuso dall’Eurispes. L’industria energetica italiana “è in grado di soddisfare solamente il 15% del fabbisogno energetico interno – ricorda il centro di ricerca – contro l’85% coperto tramite l’importazione da altri Paesi”.
Il trend tra il 1990 e il 2005 “non ha portato alcun miglioramento”. Anzi, “si è verificato un aumento del grado di dipendenza energetica, nell’ordine dello 0,3%”.
I dati si fermano al 2005 e l’impulso venuto dalle nuove politiche per incentivare la produzione di energia rinnovabile dovrebbero permetterci di accodarci alla Spagna che, tra l’altro, ha aumentato nel 2007 di oltre il 30% la capacità di energia eolica installata, un incremento record fra i Paesi europei, secondo i dati diffusi i dall’Associazione Europea dell’energia eolica (Ewea).
L’incremento della capacità eolica è stato di 3.522 megawatt, una parte significativa degli 8.544 megawatt installati nell’intera Ue lo scorso anno, e ha portato al 10% del totale dell’energia prodotta in Spagna, quella “pulita” proveniente dal vento.
Con 15.145 megawatt installati complessivamente, la penisola iberica è il secondo Paese europeo dopo la Germania per capacità eolica disponibile. In totale la Ue ha una capacità di 56.535 megawatt, che coprono il 3,7% della domanda energetica dei ventisette.

 

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