La Giunta Lorenzetti ha predisposto un disegno normativo per regolamentare il settore dell'acquicoltura e dell'ittiturismo per i prossimi sei anni

Unificare in un’unica legge regionale le norme in materia di pesca professionale, di acquicoltura, di pesca sportiva e sugli ecosistemi acquatici, adeguando la normativa agli indirizzi nazionali ed alle più recenti direttive dell’Unione Europea. E’ l’obiettivo che ha portato la Giunta regionale dell’Umbria ad approvare un disegno di legge per la tutela del patrimonio ittico e per l’esercizio della pesca e dell’acquacoltura in Umbria.
Tra gli elementi salienti dell’articolato, l’istituzione di un’unica Commissione consultiva per la pesca e l’acquacoltura, l’affidamento ai Comuni del rilascio delle autorizzazioni all’ittiturismo ed il versamento di una tassa di concessione regionale per la licenza di pesca professionale e pesca sportiva, i cui proventi concorreranno al finanziamento della stessa legge di settore.
Il disegno di legge, che è stato inviato al Consiglio regionale per la definitiva approvazione, prevede una durata del Piano regionale di sei anni, anziché degli attuali tre, per poter contestualmente aggiornare le Carte ittiche dei bacini idrografici dell’Umbria.

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