In uno scenario politico nazionale che in nome di una semplificazione del sistema va mutando così velocemente da delineare albori da “Terza Repubblica”, anche il quadro locale vive nuove modificazioni, tanto più importanti ed apprezzabili in un contesto delicatissimo come quello venutosi a creare nella città di Todi.
Ad irrompere nell’agone politico cittadino, andando a posizionarsi in un’area centrale e quindi decisiva per i futuri equilibri, è arrivato il Movimento dei Riformatori e Centristi per Todi, soggetto battezzato al termine di una costruita gestazione, che si ispira ai valori del socialista riformista e del cattolicesimo popolare.
Il Movimento – “nato a Todi e per Todi”, sottolinea una nota – si propone come “alternativa alla polarizzazione estrema con l’obiettivo di difendere ed innalzare la bandiera di quei moderati che hanno radici profonde nella tradizione Democratico Popolare e Liberal Socialista e che non si riconoscono nel nuovo e a volte forzato assetto della politica italiana”.
Dietro la nuova sigla c’è un coordinamento guidato da Elena Ciliani, Luca Pipistrelli, Pier Leonardo Provenzani e Stefano Consalvi, nomi a cui corrispondono forze che hanno deciso di giocare un proprio ruolo nelle battaglie politiche che si preannunciano e la cui emersione dà il senso del delicato momento attraversato dall’amministrazione della città.
Nel documento di presentazione si sottolinea “la coraggiosa posizione politica dell’UDC di Casini che, come altri, rifiutando di svendere l’area di un centro moderato e popolare impedisce la sua fagocitazione in contenitori in cui prevalgono le ‘macchine organizzative’ di altri”.
Al contempo si evidenzia “la posizione ancora una volta desolatamente antiaggregante di ciò che resta del Partito Socialista intento da tempo con i suoi massimi dirigenti (purtroppo non solo nazionali), alla preservazione dei pochi strapuntini concessi, piuttosto che alla proposizione e difesa di quei valori che una moderna forza ispirata al socialismo europeo dovrebbe avere come faro. Di questi ultimi anni saremo purtroppo costretti a ricordare unicamente le stancanti, a volte anacronistiche, battaglie sui DICO, sulla laicità dello Stato, nel continuo conflitto con il mondo cattolico”.
Detto dei principi ispiratori e del taglio dei ponti con un certo passato, viene da chiedersi dei possibili approdi del Movimento. “Siamo profondamente convinti – è la risposta – che, per tutti coloro che si dichiarano moderati, sia questo il momento non della difesa delle rendite di posizione ma, al contrario di una chiara battaglia etica, prima che politica, a favore dei valori del Riformismo e del Popolarismo Cattolico. A chi intenderà difendere questa area moderata andrà il convinto sostegno del Movimento, pronti a collaborare nel rispetto delle identità con chi, come noi, vuole perseguire quegli obiettivi di crescita e di sviluppo della nostra realtà”.









