Normative più restrittive per l'erogazione dei gettoni di presenza, ma per l'Anci cessa al contempo l'obbligo di tagliare gli emolumenti del 10%; il caso della Provincia di Perugia

Dal 1° gennaio 2008 il gettone di presenza ai consiglieri comunali viene corrisposto solo in caso di effettiva partecipazione alle adunanze del Consiglio o di Commissione pertanto non è più riconosciuto in caso di assenza giustificata: lo ha stabilito la legge Finanziaria 2008 che ha abrogato la normativa che lo prevedeva. 
Oggi si prevede che i consiglieri abbiano diritto a percepire un gettone di presenza per la partecipazione a Consigli e Commissioni, ma l’ammontare di un mese non deve superare un quarto dell’importo dell’indennità mensile di carica prevista dalle norme vigenti per il rispettivo sindaco o presidente di Provincia. La precedente norma prevedeva un terzo.

La modifica stabilisce inoltre che da gennaio 2008 il Consiglio non può più deliberare l’aumento dei gettoni di presenza dei consiglieri. Poiché la nuova disposizione non ha valore retroattivo sono fatti salvi, per l’ANCI, gli incrementi disposti dai singoli enti prima dell’entrata in vigore della legge finanziaria 2008. In ogni caso “l’ammontare complessivo dei gettoni di presenza percepiti nell’ambito di un mese, anche nella misura già incrementata, non può superare l’importo pari ad un quarto dell’indennità di funzione del sindaco o del presidente della Provincia”.
I due commi abrogati dalla Finanziaria, invece, stabilivano che lo statuto e il regolamento potevano prevedere, laddove possibile, la trasformazione del gettone di presenza in un’indennità di funzione e la cumulabilità delle indennità e dei gettoni di presenza dovuti per mandati elettivi presso enti diversi e ricoperti dalla stessa persona.

In una nota pubblicata dall’Anci viene richiamato l’art. 12 del DM 119/2000 il quale, facendo riferimento alle parametrazioni percentuali previste nello stesso decreto, dispone che le stesse si riferiscono in ogni caso agli importi delle indennità di funzione del sindaco e del presidente di Provincia determinati dal decreto senza tener conto dell’indennità in concreto fissata, in eventuale aumento o riduzione.
 “In sintesi – scrive l’Associazione – tale indennità di riferimento si determina secondo quanto previsto per fascia di abitanti dalla Tabella A, maggiorata delle percentuali – cumulabili – previste dall’art. 2 del DM e qualora ricorrenti (+5% Comuni turistici, + 3% se entrate proprie enti sono superiori alla media regionale, + 2% se spesa corrente pro-capite è superiore media regionale)”.
Infine, a decorrere dall’1 gennaio di quest’anno, l’Anci ritiene che le disposizioni dell’articolo 1, comma 54 della legge 266/2005 devono ritenersi implicitamente abrogate, “in considerazione del carattere non permanente di tale rideterminazione nonché alla luce delle novità introdotte dalla Finanziaria per il 2008”. La norma aveva rideterminato gli emolumenti degli amministratori locali con una riduzione del 10% rispetto all’ammontare previsto alla data del 30 settembre 2005.

Sul tema si è mossa la Provincia di Perugia presso cui è stata approvato all’unanimità dal Consiglio provinciale la modifica allo Statuto relativa ai compensi dei consiglieri che elimina le loro indennità ed introduce i gettoni di presenza
L’ammontare dei gettoni è stato determinato provvisoriamente in circa 81 euro, salvo – è stato spiegato – che il Ministero degli interni riconosca gli incrementi precedentemente deliberati, che per quanto riguarda la Provincia di Perugia porterebbero i gettoni a 129 euro (+59%)
Con l’eliminazione della indennità e l’introduzione dei gettoni il “costo” dei consiglieri – secondo quanto dichiara la Provincia – dovrebbe restare sostanzialmente invariato. Ma non si capisce a quale delle due cifre l’affermazione si riferisca e la differenza, come visto, non è di poco conto e potrebbe innescare nuove polemiche, almeno nella società reale, contro i “palazzi della politica”, a cui si potrebbe rivolgere l’accusa di “aver  fatto i furbi”.

Fa quindi quanto meno sorridere il fatto che il Consiglio provinciale abbia approvato all’unanimità la mozione presentata dal Gruppo di Alleanza Nazionale relativa al tetto massimo da stabilire per i compensi a dirigenti e amministratori di enti collegati alla Provincia di Perugia, anche se le conclamate motivazioni potrebbero essere condivise.
“Da tempo ormai il dibattito nazionale e locale – spiegano i consiglieri – ruota intorno al problema degli eccessivi costi della politica e delle amministrazioni. L’apparato burocratico vede un continuo proliferare di Enti molto spesso di dubbia utilità per le ristrette competenze che vengono delegate ma che determinano ulteriori aggravi di costi. La riforma endoregionale ha affrontato timidamente la questione senza aver dato il segnale forte che si attendeva, in relazione alla ristrutturazione del sistema burocratico umbro. Tra i costi rientrano i compensi e le retribuzioni dei vari presidenti e amministratori delle società collegate e partecipate”.
“Considerato che in più riprese – concludono i consiglieri di AN – lo stesso consiglio Provinciale ha provveduto a progressivi tagli delle indennità degli organi politici ed elettivi, si ritiene necessario stabilire il tetto massimo di retribuzione per presidenti e amministratori, degli enti collegati e della aziende partecipate, a quanto percepito dal presidente della Provincia”.
 
La finanziaria è andata oltre l’argomento – ha spiegato il gruppo del Pd – prevedendo il non superamento del compenso del presidente della Provincia. Sul tema dei costi della politica siamo tutti d’accordo”. “Rifondazione comunista – ha spiegato il gruppo del PRC – vota a favore di questo documento perché la politica deve essere di esempio sul contenimento dei costi. Inoltre mi preme sottolineare che il nostro gruppo era anche contrario alle esternalizzazioni dei servizi che è stata fatta di recente”.
Diminuire i costi della politica senza diminuire quelli della democrazia – hanno spiegato dal gruppo dei Comunisti Italiani – questo è l’importante”.
In chiusura della seduta, dalla vicepresidenza, a nome della giunta, è stato dichiarato che non ci sono indennità che superano quanto stabilito per legge.

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