Il Consiglio comunale di Todi ha bocciato – con 9 voti favorevoli (quelli del centrodestra meno Epifani che aveva abbandonato l’aula), 8 contrari (i consiglieri del centrosinistra presenti) e 1 astenuto (il presidente Pizzichini, il quale aveva anticipato già nel pomeriggio la posizione dello Sdi) – gli indirizzi programmatici dell’azione di governo dell’Amministrazione Ruggiano.
Sì, avete letto, bene: le linee proposte dal sindaco non sono passate, pur avendo raccolto un voto in più, poichè a norma di statuto comunale per tale atto è prevista la maggioranza dei componenti il Consiglio, ovvero 11 voti su 21.
Ancora una volta, dunque, una questione di numeri per lo schieramento di centrodestra, afflitto come è noto dal problema della cosiddetta “anatra zoppa”. Numeri che nell’occasione non sono tornati a chi riteneva che, facendo riferimento a quanto disposto dal regolamento in ordine al funzionamento generale del Consiglio comunale, potesse essere sufficiente la maggioranza semplice dei presenti.
Al suddetto epilogo, che non avrà conseguenze reali ed immediate rilevanti ma che apre scenari politici quanto meno desueti, si è arrivati dopo quattro ore di dibattito, in alcune fasi apparso degno di miglior impiego.
Diverse le strategie adottate dalle parti in campo. Il sindaco ha fatto un lungo assolo nel quale ha commentato ed integrato quanto contenuto nel documento all’ordine del giorno (allegato al presente articolo), quasi fosse intenzionato a prendere per stanchezza il centrosinistra.
L’opposizione ha messo in atto invece una tattica nuova, caratterizzata cioè da una coralità di interventi che, uno dopo l’altro, ha visto tutti i presenti alzarsi in piedi per muovere critiche pesanti sui tempi di presentazione (Ruggiano era stato sollecitato a farlo entro i previsti 120 giorni dall’insediamento) e sui contenuti delle linee di indirizzo: al fuoco di sbarramento hanno preso parte proprio tutti, compreso Alessandro Servoli che in questi mesi era restato sempre pressochè in silenzio, ma che ha espresso giudizi trancianti sul suo antagonista.
Nel frattempo, il consigliere di Fiamma Tricolore Mario Epifani, apparso abulico già in avvio di Consiglio, aveva abbandonato la seduta nel momento stesso in cui il sindaco ha terminato la sua illustrazione (secondo molti a causa dell’assenza di qualsiasi riferimento al “mutuo sociale” oggetto di una proposta programmatica del suo partito non recepita).
Il lungo confronto dialettico, a tratti aspro, non è stato certo privo di spunti, di analisi e di informazioni degne di essere riferite in altra sede, ma spesso è sembrato il frutto di un malinteso fra chi ha considerato l’occasione come il momento di un primo consuntivo del governo Ruggiano e chi, al contrario, chiedeva di discutere più propriamente delle prospettive dell’Amministrazione. Alla mancata composizione del “malinteso” non ha certo contribuito uno svolgimento del Consiglio comunale che si potrebbe definire “frastagliato”.
Tra le accuse ricorrenti in tutti gli interventi del centrosinistra il fatto che il documento di indirizzo presentato risultava praticamente analogo al programma della campagna elettorale, senza essere aggiornato e corredato di priorità, tempistiche, risorse. Il consigliere e neo-coordinatore comunale del PD Rossini lo ha bollato come “irricevibile”, sottolinenando come “la distanza fra programma elettorale e linee programmatiche sia la stessa che esiste tra vincere e governare“.
Renzo Boschi, che insieme a Michele Martorelli e Stefano Marchetti hanno preso per ultimi la parola per difendere e sostanziare la posizione del centrodestra, ha sostenuto che “i contenuti del documento non potevano che essere, per coerenza, quelli del programma elettorale con il quale la coalizione ha conquistato la guida della città“.
Nella sua replica conclusiva il sindaco non ha cercato accomodamenti, riassumendo lui stesso tutte le notazioni più negative riservate al suo intervento iniziale, ma ha sfidato come suo costume il centrosinsitra: “Sarò orgoglioso – ha detto – di poter dire ai tuderti che c’è una nomenclatura che in Consiglio comunale ha bocciato quello stesso programma che gli elettori hanno votato in massa affidandomi il compito di governare, azione che si tenta invece di ostacolare”.
Dell’esito finale del voto abbiamo già detto all’inizio. Delle ripercussioni e conseguenze nessuno al momento sa dire.
Di seguito alleghiamo, oltre al documento della Giunta, anche i contributi integrali dei consiglieri comunali che sono intervenuti e che ci hanno messo a disposizione i documenti in formato digitale. Tale opportunità è ovviamente aperta a tutti: anche gli altri potranno pertanto inviarci per posta elettronica i loro interventi. Ci sembra questo un modo corretto per aprire la partecipazione dei cittadini al massimo consesso civico.









