Anche in Umbria una delle obiezioni contro le “torri eoliche”, così come contro le torri degli impianti di telecomunicazioni alte oltre 60 metri e quelle erette nei pressi degli aeroporti, è la morte degli uccelli: negli Usa, infatti, ogni anno muoiono circa 50 milioni di pennuti in “scontri frontali” con torri ed altre costruzioni di una certa altezza.
Secondo alcuni ricercatori, non sono le torri in sé a costituire un problema, ma la loro illuminazione notturna, che spesso non è sufficiente a fare in modo che gli uccelli si rendano conto del rischio di un “impatto imminente”.
Tutte le torri, devono avere un’illuminazione conforme agli standard definiti dagli organismi preposti alla navigazione aerea per essere visibili ai piloti degli aeromobili. Standard che non sono un problema quando la visibilità è ottimale, mentre lo sono in caso di maltempo e nebbia.
Sulle torri devono essere accese luci fisse e lampeggianti di colore rosso, ma nubi e nebbia possono offuscarne l’efficacia (soprattutto per quanto riguarda le luci fisse) disorientando i migratori.
Uno studio avrebbe dimostrato che la rimozione delle luci fisse, con la permanenza delle sole luci lampeggianti, ha portato ad una diminuzione degli incidenti mortali del 71%.
L’introduzione di questa soluzione sta facendo scuola anche per altre strutture ed edifici, e potrebbe presto essere adottata come nuovo standard anche a livello internazionale, per la salvaguardia della fauna volatile.








