L'assessore regionale all'ambiente propone di raddoppiare a Bettona i laghi ove far decantare i reflui dei suini: una vicenda che ricorda molto da vicino quella tutt'ora aperta a Marsciano

L’elevata concentrazione di allevamenti di suini nella zona fra Bettona e Torgiano e l’inquinamento ambientale connesso (che da mesi tiene banco anche a Marsciano con vicessitudini all’apparenza molto simili) tornano all’attenzione dell’opinione pubblica con una dichiarazione dell’assessore regionale Bottini che non contribuirà a tenere calme le acque con la Sinistra Arcobaleno umbra.
Come noto nel territorio in questione esiste già un invaso dalla capacità di 90 milioni di litri destinato alla raccolta dei reflui zootecnici che ha raggiunto un livello di saturazione di materiale solido del 90% con una ridottissima capacità di stoccaggio residua.
Non esistendo alcun programma di smaltimento effettivo di tali liquami, la Cooperativa degli allevatori che gestisce il depuratore al servizio dei propri allevamenti voleva realizzare un secondo invaso della capienza di altri 84 milioni di litri a soli circa 30 metri dall’argine del fiume Chiascio.
Contro questa ipotesi già in passato si erano espressi in modo contrario i consiglieri regionali Dottorini e Vinti, per motivi ambientali, sanitari e di tutela turistica della zona. E sulla vicenda, come si ricorderà, era anche intervenuta la magistratura.

Tutto ciò non ha fermato l’assessore Bottini, il quale sembra incurante del fatto che nessuno fino ad ora si sia preoccupato di trovare una destinazione a quel materiale solido che ha riempito la precedente laguna e che rimane una vera e propria “bomba ecologica”.
Non spaventa per nulla l’assessore la contraddizione evidente nel fatto che una nuova laguna, delle stesse dimensioni della precedente non ha ragione di essere realizzata, se si vuole – come affermato – solo tamponare il problema per qualche tempo, prima di una soluzione definitiva, che comunque va trovata a meno che la zona non sia destinata a diventare un immenso giacimento di reflui a cielo aperto. Soluzione che viene individuata, ma a cui con evidenza non si crede.

Per l’assessore va creata una nuova laguna da 80 mila metri cubi dove far confluire le acque reflue lavorate dal depuratore zootecnico di Bettona.
“La Regione – ha annunciato Bottini – è pronta a firmare un protocollo di intesa con i Comuni coinvolti (oltre a Bettona, Bastia Umbra e Cannara) e con gli altri soggetti interessati al fine di portare a termine il progetto”.
L’obiettivo su cui lavorare sarebbe quello di abbassare la quantità di azoto a seguito della depurazione affinchè le acque reflue, prive di nitrati, possano essere utilizzate anche per l’irrigazione dei campi.
In questa fase transitoria – è stato spiegato dall’assessore – la quantità di suini dovrà diminuire rispetto alle 20 mila unità attuali e soltanto dopo la realizzazione del nuovo impianto il numero potrà tornare a crescere fino a raggiungere 40-50 mila capi.

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