A Todi la leggibilità degli atti pubblici è da sempre resa un po' difficoltosa dall'esposizione, ma in questo caso si è davvero esagerato
albo-pretorio

Pochi giorni fa, era venerdì 11, mi sono recato presso il Palazzo del Comune di Todi per curiosare fra le carte esposte nell’albo pretorio, tanto per capire su quali argomenti legiferino i nostri amministratori e i vari uffici comunali.
Che quelle quattro bacheche appese nel locale adiacente alla Sala del Consiglio non siano gestite troppo bene è fatto da tempo risaputo. Tra delibere di Giunta e deliberazioni del Consiglio comunale, tra determinazioni dell’ufficio polizia o di un qualsiasi altro ufficio e ordinanze del Sindaco, tra delibere dell’E.T.A.B e quelle del Veralli-Cortesi, per il normale cittadino è difficile orientarsi.
In genere un foglio è sovrapposto all’altro per almeno i due terzi poiché, così mi hanno spiegato, per la privacy non è possibile mostrare l’intero documento ma solo la sua parte iniziale con il suo numero e l’oggetto, così da rendere comunque possibile un eventuale, futuro “accesso formale”. Insomma per un documento ufficiale di una amministrazione vige l’obbligo di essere esposto al pubblico ma solo in parte! Pazienza poi se la fretta di chi materialmente appende i fogli alla bacheca a volte rende difficoltoso anche leggere questi due elementi (numero del documento e oggetto), perché il documento che è sopra copre anche ciò che non dovrebbe coprire.
In questi casi può servire il dito mignolo della mano che si infila tra le maglie esagonali della retina metallica dello sportello della bacheca, dal momento che, me lo stavo scordando, le carte hanno bisogno di prendere aria cosicché un più pratico vetro, che ha il difetto della perfetta trasparenza, per l’albo pretorio non va bene.

Mi sono dilungato troppo per cui torno allo scorso venerdì e a ciò che non mi era ancora mai capitato di vedere. Tra le carte un avviso della dimensione di un foglio A3 era appeso all’incontrario! Ossia la parte iniziale del documento era rivolta in basso e l’ultima riga in alto.
Mi è venuto un sorriso ma francamente credo che la reazione più giusta fosse un’altra. Comunque ho provato a decifrarlo piegando il collo da una parte ma non essendo un contorsionista non ci sono riuscito. Così mi è toccato tornare a casa e prendere la macchina fotografica. Scattata la foto, l’ho scaricata sul mio computer, quindi ho ruotato l’immagine di 180° gradi e solo a quel punto, dopo una zoomata, sono riuscito a leggere il contenuto dell’avviso.
Questo il mistero svelato: il Tribunale di Perugia mette all’asta una porzione di fabbricato da cielo a terra situato a Ripaioli, disposto su tre piani per complessivi mq. 73,50, base d’asta 35.280,00 euro.
Chi fosse interessato, per maggiori informazioni, può rivolgersi alla cancelleria dell’ufficio Esecuzioni Immobiliari del Tribunale di Perugia o visitare il sito Internet.
Quasi quasi, dopo tante fatiche per leggere l’avviso, faccio un’offerta!

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