Porta a porta ospiterà stasera il testimone che avrebbe sostenuto di aver notato Raffaele Sollecito e Amanda Knox nella zona di piazza Grimana, non lontano dall’abitazione dove venne uccisa Meredith Kercher, la sera del delitto.
La testimonianza, come abbiamo già scritto, sarebbe ricca di particolari, ma anche di impressioni frutto della mente del testimone e, ancorché acquisita dagli inquirenti, sarebbe stata ritenuta non rilevante ai fini dell’indagine.
Il rilancio dell’argomento su una trasmissione di largo ascolto, quindi, lascia ampi margini di dubbio e pare più un’operazione di sostegno alle ipotesi “colpevoliste” dei tre indagati. Sembra quasi di assistere ad una corsa allo scoop tra televisioni: prima Mediaset che riportando le anticipazione del medico legale della procura ne ha determinato il licenziamento. Poi la televisione di Bari che si è guadagnata l’esecrazione quasi generalizzata dell’opinione pubblica per aver ecceduto in immagini del cadavere di Meredith.
Ora la Tv di Stato che cerca di recuperare il terreno riproponendo una questione che neppure l’accusa ha ritenuto meritevole di soverchia attenzione.
Forse qualcuno è a corto di idee ed insiste su un “processo mediatico”, arrampicandosi sugli specchi per supplire ai tanti dubbi che stanno emergendo nella ricostruzione della morte della ragazza inglese e sulla conduzione degli accertamenti.
A meno, ovviamente, che il “supertestimone” non abbia taciuto elementi importanti che ora ritiene di rappresentare su un palcoscenico nazionale.











