Fatti e teorie apparentemente contradditorie contrassegnano una fase che non si sa più se sia di riscaldamento o di raffreddamento o con entrambi i fenomeni

La previsione del progressivo riscaldamento della Terra è ogni giorno al centro di conferme e di smentite.
Secondo il geofisico e ingegnere astronautico Phil Chapman, primo australiano a diventare un astronauta della Nasa, il quale ha studiato le rilevazioni dell’Osservatorio solare ed eliosferico degli Stati uniti, la temperatura terrestre è rimasta stabile o è leggermente diminuita nell’ultimo decennio, nonostante il continuo aumento di concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera, e ora la temperatura globale sta rapidamente diminuendo. Ci staremmo avviando verso un’altra piccola era glaciale, simile a quella che è iniziata nel 1100.
Per l’australiano ciò dipende dal fatto l’attività delle macchie solari non ha ripreso da quando ha raggiunto un anno fa il minimo in 11 anni. Ci sarebbe quindi il timore che la Terra, lungi dal riscaldarsi come tutti temono, si stia dirigendo verso un’altra era glaciale.

Tutte e quattro le agenzie che registrano la temperatura della Terra, tre in Usa e una in Gran Bretagna, riferirebbero che questa è diminuita di 0,7 gradi Celsius nel 2007, il cambiamento più rapido finora registrato con strumenti, che ci fa tornare alla temperatura del 1930.
Le macchie solari
sono zone ristrette della superficie solare che appaiono nere all’osservazione ottica per via della minore emissione di luce rispetto all’area circostante, più calda, della fotosfera, e sono originate da intensi campi magnetici che raffreddano il plasma.
Alcuni scienziati ritengono che un forte campo magnetico solare, quando vi è una forte attività di macchie solari, protegge la Terra dai raggi cosmici, riducendo la formazione di nuvole.
Quando però il campo magnetico è debole, durante la bassa attività di macchie solari, i raggi possono penetrare nella bassa atmosfera e la copertura di nuvole cresce, raffreddando la superficie terrestre.
Non è che Chapman sia molto convinto di quello che afferma. Infatti, per lo scienziato riscaldamento e raffreddamento terrestre hanno una probabilità uguale al 50%.

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