La Regione, anche su sollecitazione delle Province di Perugia e Terni, ha apportato delle modifiche al Regolamento per rendere più efficace il contenimento della specie e disciplinare l'attività di 12-13 mila cacciatori

In Umbria il 30% della popolazione venatoria si dedica alla caccia al cinghiale e sono 330, di cui 192 nella provincia di Perugia, le squadre cinghialiste in attività, per un totale di 12-13.000 cacciatori. Un mondo in continua crescita che, a detta delle istituzioni, va maggiormente responsabilizzato attraverso regole più certe, al fine di rendere maggiormente efficace l’azione di contenimento della specie, considerata attualmente dagli addetti all’agricoltura tra le maggiori emergenze.
Partono principalmente da questa emergenza, oltre che dalla necessità di ristabilire un migliore equilibrio tra le diverse forme di caccia presenti nella nostra regione, le modifiche apportate dalla Regione Umbria, anche su sollecitazione delle Province di Perugia e Terni, al Regolamento regionale 34/99 che disciplina il prelievo venatorio dalla specie cinghiale.
Le modifiche hanno introdotto un rapporto diretto tra le squadre cinghialiste ed i settori in cui effettuare i prelievi. In sostanza d’ora in poi ogni squadra sarà vincolata ad un settore ben preciso, per fare in modo che l’azione di controllo sia distribuita uniformemente su tutto il territorio regionale.

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