Dopo le critiche da parte del PD all'assessore Prodi, la minoranza non perde l'occasione per rigirare "il coltello nella piaga"

Le critiche giunte all’assessore Prodi, dal capogruppo del suo stesso partito, in merito ai presunti ritardi nel dare seguito alla legge del 2005 sugli asili in Umbria, hanno, come prevedibile, dato il là all’attacco da parte dell’UDC all’intera Giunta Regionale.
Un’interrogazione presentata dal consigliere Enrico Sebastiani, capogruppo dell’Udc, dopo il rinvio di una settimana del parere della terza Commissione permanente del Consiglio Regionale chiede provvedimenti urgenti della Giunta regionale per consentire ai comuni umbri di ampliare, fin dal prossimo primo settembre, l’offerta di posti negli asili nido pubblici e privati che in Umbria coprirebbe solo 4.073 utenti a fronte dei 22.396 aventi diritto.
Sebastiani, denuncia la “vera emergenza per le famiglie umbre” interessate a collocare i bambini da zero a tre anni, dovuta “all’ingiustificato ritardo nella applicazione della legge 30 del 2005, in particolare nel varo del previsto Piano triennale arrivato in terza Commissione lo scorso 27 febbraio”.

Lo stesso consigliere ritiene che la legge approvata tre anni fa “non sia stata attuata in nessuna delle sue parti, e questo impedisce ai comuni umbri di redigere i propri piani e di coordinare il sistema dei servizi per l’infanzia”.
Nel merito del disegno di legge per il Piano triennale il capogruppo Udc richiama la Giunta sulla necessità di definire nuovi criteri generali e nuovi parametri su superfici e impianti igienico sanitari negli asili da autorizzare.
Nel merito dei costi a carico delle famiglie, praticate oggi negli asili esistenti, Sebastiani osserva che “le rette variano da struttura a struttura, ma in generale sono molto alte, fino a rappresentare uno sforzo economico gravoso, per servizi che dovrebbero essere accessibili a tutti, sia in termini di costi che di disponibilità”.

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