Il giovane pugliese accusato per l'omicidio di Meredith Kercher si propone come insegnante di informatica agli altri detenuti del carcere

Gli avvocati di Raffaele Sollecito temporeggiano per presentare la richiesta di arresti domiciliari per il loro assistito, probabilmente perché vogliono meglio valutare la situazione per non incorrere nell’insuccesso toccato ai legali di Amanda Knox.
Ma intanto Raffaele si “attrezza” per passare il tempo nel carcere di Terni, ove è rinchiuso per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher.
Qualcuno parla di una ben studiata manovra della difesa, che vorrebbe sfruttare la “buona condotta” del loro assistito, ma tenere lezioni di informatica ai detenuti del carcere, se non può o non dovrebbe essere considerato una “redenzione”, potrà servire a tenere occupati i compagni di sventura del giovane pugliese e magari a trasmettergli qualche conoscenza che potrebbe tornare utile una volta usciti di cella.

condividi su: