L'ispettore di polizia, insieme alla moglie e ad un albanese, avrebbe "velocizzato" a pagamento pratiche dell'ufficio immigrazione
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Quando le pratiche burocratiche sono tante e complesse, per tirare fuori dal mucchio la carta prescelta a qualcuno viene l’idea di “ungerla”.
Questo sembra sia accaduto presso l’ufficio immigrazione della questura perugina, dove la squadra mobile ha arrestato stamani un ispettore in servizio, la moglie (messa ai domiciliari) e un albanese, accusati a vario titolo di corruzione, concussione e di corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio.
I provvedimenti sono giunti al termine di lunghe indagini

La presunta velocizzazione di alcune pratiche riguardanti la concessione di permessi di soggiorno, vedrebbe l’albanese nel ruolo di tramite con altri extracomunitari interessati alle pratiche.
L’ispettore, quarantaseienne, deve rispondere di avere ricevuto somme di denaro, periodiche forniture di frutta e verdura, ricambi per auto, un telefono cellulare, dei condizionatori d’aria, legna da ardere e ricariche per cellulari, camicie (delle quali indicava colore e taglia) e scarpe.
Avrebbe anche indotto alcune donne ad avere rapporti sessuali, al fine di accelerare le pratiche per la concessione anche irregolare dei permessi di soggiorno.

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