Il Rapporto Ecomafia 2008 di Legambiente mette in guardia della "integrazione" tra il ciclo dei rifiuti e quello del cemento, binomio suscettibile di pericolose infiltrazioni malavitose

Il ciclo del cemento e quello dei rifiuti che in Umbria alcuni sperano di abbinare per produrre energia potrebbe rivelarsi molto, sia pure per altri motivi, più “elettrico”. Per Legambiente il binomio suddetto è a rischio di infiltrazione da parte di traffici malavitosi.
La denuncia è contenuta nel Rapporto Ecomafia 2008 sulla criminalità ambientale, dal quale emerge che per quanto riguarda i rifiuti nel 2007 si sono mantenute stabili le infrazioni accertate rispetto all’anno precedente, ma sono raddoppiati i denunciati, passati da 114 a 211.
Tra le più importanti indagini, viene segnalata quella riferita ad Orvieto e alla discarica “Le Crete”, con la presunta infiltrazione della camorra nel trasferimento dei rifiuti dalla Campania all’Umbria in occasione dell’emergenza rifiuti del 2003.
Numerose inoltre sono le operazioni dei carabinieri del Noe e della Guardia forestale che riguardano discariche abusive sull’intero territorio umbro.
Molte aziende continuano a violare la normativa ambientale per quanto riguarda i rifiuti speciali” – commenta Legambiente – ricordando anche l’inchiesta sull’Ams a Terni che proprio ieri ha avuto nuovi sviluppi.
Per Legambiente però “sono soprattutto i reati legati al ciclo del cemento che dimostrano come l’Umbria diventa base ideale per attività ‘fuori sede’ dei clan della ndrangheta e della camorra, bisognosi di nuovi mercati in cui riciclare i ricchi proventi dei traffici di rifiuti e stupefacenti”.
Legambiente ricorda, a questo proposito, l’operazione Naos, condotta a metà febbraio del 2008 dai carabinieri dei Ros e coordinata dalla Dda di Perugia, che ha portato all’arresto di 57 persone.

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