Il vino, quello buono e naturale, rivela quasi ogni giorno qualità nascoste impensabili. Cinque bicchieri di vino a settimana, come dire meno di uno al giorno, dimezzano il rischio di sviluppare l’artrite reumatoide.
Probabilmente non è l’alcool il componente benefico del ‘nettare degli dei (l’alcol può far male se consumato in quantità eccessive), bensì le altre sostanze contenute nelle uve e conservate in un corretto processo di vinificazione.
Non per niente nella buccia dell’uva rossa c’è una sostanza chimica che funziona da elisir di lunga vita e che potrebbe essere presto venduta in farmacia.
A quanto riferisce il tabloid ‘Mail on Sunday’, una delle più importanti multinazionali del settore farmaceutico, GlaxoSmithsKline, ha appena comprato una compagnia co-fondata nel 2004 da un professore americano di medicina proprio per sviluppare una forma sintetica del resveratrol (così chi chiama la sostanza anti-invecchiamento).
A scoprire gli effetti sull’artrite reumatoide, malattia autoimmune che colpisce 400 mila italiani, soprattutto donne, sono stati i ricercatori del Karolinska Institutet di Stoccolma.
Gli scienziati svedesi hanno testato gli effetti del vino su 2.750 persone coinvolte in due diversi studi ad hoc, pubblicati entrambi sulla rivista ‘Annals of the Rheumatic Diseases’.
La sigaretta, invece, è un grande elemento di pericolo per lo sviluppo dell’artrite reumatoide.







