Cinque ordinanze per misure cautelari (di cui tre in carcere e due arresti domiciliari) a carico di altrettanti appartenenti ad un’associazione per delinquere finalizzata alle truffe e alle intromissioni abusive nelle linee telefoniche di Telecom Italia, sfruttando l’illecito utilizzo di numerazioni a valore aggiunto (899 e simili).
Questo il bilancio, oltre ad altre venti persone indagate, di una operazione del Compartimento Polizia delle Comunicazioni per l’Umbria.
Attraverso le ormai consolidate tecniche delle frodi da intromissione (consistenti nell’addebito di scatti telefonici ad ignari utenti compiuto da alcuni “telefonisti” che, dopo aver violato le centrali telefoniche della Telecom vi collegavano apparecchiature meccaniche ed elettroniche e facevano confluire i guadagni sulle numerazioni 899 intestate ai propri centri servizi).
Inoltre la truffa veniva compiuta anche mediante frodi da “flattaro” consumate da abili e spregiudicati truffatori (nel gergo utilizzato dai criminali denominati, appunto, “flattari”, ovvero promotori di numerazioni 899 con tariffa “flat” pari a 15 euro a chiamata) operanti all’interno di un call center che offriva servizi di cartomanzia.
Gli utenti, di solito persone semplici con problemi tali da sentirsi costrette a ricorrere a maghi ed astrologi per porre rimedio ai propri disagi esistenziali, venivano convinti a comporre ripetutamente numerazioni 899 a tariffazione “flat” per l’effettuazione di “riti magici”, con la certezza di non pagare alcunchè.
Gli importi delle chiamate, che raggiungevano anche i 4.000 euro, venivano, invece addebitati sulla fattura telefonica della vittima.









