Sarà direttamente la Giunta Provinciale di Perugia ad assumere il ruolo di commissione d’inchiesta interna relativamente all’indagine della Procura sulla vicenda degli appalti pubblici. La Giunta sarà affiancata da una Commissione consiliare che verrà istituita martedì 24 giugno in sede di conferenza di capigruppo.
A comunicarlo è stato stamattina il presidente dell’ente Giulio Cozzari. “Vista l’ipotesi – ha spiegato – da parte della Conferenza dei Capigruppo di istituire una commissione consiliare d’inchiesta, la Giunta rinuncia a proporne una propria al fine di evitare inutili sovrapposizioni”.
Vengono così meno le ipotesi circolate nei giorni scorsi che vedevano la nomina di Stefano Mazzoni e Alfonso Gentili, rispettivamente direttore e segretario generale, componenti della commissione.
L’esecutivo si riappropria dunque pienamente dei ruoli che le sono da sempre propri, “assumendosi – recita una nota della Giunta – nella sua interezza il ruolo di commissione d’inchiesta interna”.
In mattinata, intanto, Riccardo Fioriti ha tenuto nella sede del Pd una conferenza stampa confermando le indiscrezioni di ieri, ovvero le sue dimissioni da assessore della Giunta Cozzari.
Dando lettura di un comunicato, Fioriti ha chiarito come la decisione, assunta di concerto con il Pd, sia stata dettata dalla volontà di liberare il campo da “speculazioni e strumentalizzazioni politiche e scandalistiche” e per affrontare con serenità l’indagine in corso, con piena fiducia nella giustizia e nella magistratura di Perugia.
“La vicenda giudiziaria che mi ha marginalmente coinvolto – ha detto Fioriti – è stata amplificata solo a causa del ruolo da me ricoperto, una circostanza che ha innescato, come è deprecabile costume, un vertiginoso susseguirsi di luoghi comuni ed arguzie di bassa lega che hanno appesantito il fardello che sto sopportando insieme alla mia famiglia. Peraltro ho l’assoluta consapevolezza di uscire dalla vicenda limpidamente ed a testa alta”.
Per quanto riguarda il suo posto nella Giunta provinciale sembra probabile che non verrà sostituito.
A chiederlo è arrivata in serata anche una nuova presa di posizione del segretario regionale di Rifondazione comunista Stefano Vinti, che non mancherà di suscitare ulteriori irritazioni dalle parti del Partito democratico.
Vinti, “dopo aver manifestato piena fiducia nell’onestà personale di Fioriti“, chiede che lo stesso “non venga sostituito da un altro assessore per questo scorcio di legislatura”, ritenendo che “le deleghe rimesse nelle mani del presidente, per una evidente opportunità politico-istituzionale, siano assegnate ad un assessore espressione di una sensibilità politica diversa da quella del Partito Democratico o gestite da Cozzari stesso”.
Nel primo caso Vinti esprime la disponibilità del suo partito ad assumersi “nuove ed ulteriori responsabilità di governo”.
Ieri, tanto per dare idea dell’aria che tira, la “corrente” degli Ecologisti democratici del Pd aveva diffuso una nota piuttosto critica e densa di passaggi significativi
“Gli Ecodem – si legge nel comunicato – non possono non sottolineare come sia stato impresso un grave colpo all’immagine delle istituzioni coinvolte nell’episodio, e, per quello che ci riguarda, al Partito Democratico che ha la responsabilità politica generale sul comportamento dei propri amministratori.
Gli Ecodem sono certi di interpretare i sentimenti e le ragioni degli elettori, simpatizzanti e aderenti al Partito Democratico chiedendo che gli organismi dirigenti, a tutti i livelli, si attivino per avviare una discussione ampia e partecipata sul modello di sviluppo di Perugia e dell’Umbria che non può più essere fondato sul “mattone” ma deve muovere dai principi dell’innovazione e della ecosostenibilità delle scelte valorizzando le vocazioni culturali, ambientali e produttive della nostra regione.
In particolare gli ecodem ritengono non più rinviabile un serio e severo processo di rilancio della politica intesa come servizio ai cittadini e non come espressione del potere. Riteniamo che la politica riformista per la quale è nato il PD abbia bisogno oggi più che mai di donne e uomini nuovi pronti a spendersi per il bene pubblico con una immagine ed un entusiasmo rinnovati.
E’ per questo che chiediamo al PD di portare avanti e completare senza indugi quel rinnovamento dei metodi e dei comportamenti anche a livello delle classi dirigenti, che le varie emergenze politiche accavallatesi durante la sua formazione hanno costretto a tenere in secondo piano.
Senza questo rimettersi in discussione e senza adottare nuovi modelli e strumenti di partecipazione non è possibile parlare di rinnovamento.
A tal fine gli ecodem chiedono l’avvio immediato di un confronto senza veli con la base del partito e con le comunità locali”.











