Il dato è stato dato nel corso della illustrazione del Rendiconto Generale dello Stato del Procuratore generale presso la Corte dei Conti

La misura della “casta” è contenuta nella requisitoria orale sul Rendiconto Generale dello Stato per l’anno 2007 del Procuratore generale presso la Corte dei Conti.
Le società partecipate da Regioni, Province, Comuni e Comunità Montane, erano 4.874 nel 2005, e di queste 3.166 erano controllate da Enti locali con quote superiori del 50%.
In queste società operavano 255 mila addetti, mentre gli amministratori erano 26 mila e i componenti dei collegi sindacali 12 mila.

Gli utili delle società in questione erano nel 2005 poco al di sotto di 1,5 miliardi, derivanti da 1,6 miliardi per le società del Centro-Nord, che hanno compensato le perdite delle società del Sud (-147 milioni).
Ma al netto dei contributi erogati dagli Enti locali stessi, dallo Stato e dall’Ue, questi utili sarebbero notevolmente ridimensionati.
Inoltre, nella maggior parte degli Enti locali non viene redatto un bilancio consolidato, con conseguente rischio di notevoli passività occulte ed i controlli sono inadeguati.

Questa pletora di amministratori potrebbe spiegare perchè, mentre con il passaggio all’euro  nel nostro paese si è ridotto “il peso della spesa per interessi sul Pil di più di 4 punti
(ai prezzi 2007 pari a poco meno di 70 miliardi di euro) ed in Germania e Francia la riduzione è stata di pochi decimi di punto, questi due ultimi Paesi hanno ridotto l’incidenza della spesa corrente primaria: di ben 3,6 punti la Germania, di 0,7 punti la Francia” ed “In Italia, invece, la spesa corrente primaria è cresciuta di 1,5 punti di Pil“.
 

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