Iniziativa dell'associazione Matavitatau domenica alla Sala delle Pietre

Per approfondire la storia di Todi in epoca romana, riscoprendo le capacità conoscitive dei sensi attraverso la degustazione di cibi ispirati ad antiche ricette, ecco “Le radici latine di Todi in un percorso del gusto”, iniziativa proposta dall’Associazione Culturale Matavitatau, col patrocinio e la collaborazione del Comune di Todi, per domenica 29 giugno.
A partire dalle 17, sarà la Sala delle Pietre ad ospitare l’incontro (la partecipazione è libera e la prenotazione è gradita) che si concluderà con una degustazione di cibi ispirati a ricette latine, frutto del lavoro d’indagine svolto da Nicoletta Bernardini, archeologa presidente dell’associazione, insieme al ristorante “Umbria” di Todi.
Gli incontri di Matavitatau riscuotono l’interesse sia di appassionati o esperti della cultura dell’antichità, sia dei meno esperti, magari affascinati dall’arte culinaria o anche semplicemente curiosi di saperne di più. Nell’opera della Bernardini e dei suoi collaboratori, infatti, il rigore della ricerca si unisce a un linguaggio accessibile a tutti, anche ai più giovani, spesso partecipi attivamente all’associazione.

Un tuffo alle radici della cultura italiana, dunque, quello proposto, un viaggio nella storia per riscoprirne il gusto, com’è costume di Matavitatau, stavolta centrato sulla città che è sede dell’associazione.
Nel nome stesso del centro, “Matavitatau”, l’evocazione, attraverso una parola latina, della magia di un incontro che stimola relazioni nutrite da immagini antiche e sospese nel tempo.
L’Associazione, infatti, promuove attività volte alla scoperta delle origini latine della cultura italiana attraverso lo studio della storia, dell’archeologia, della gastronomia e degli usi conviviali di Roma antica, integrando l’approccio metodologico della ricerca storica con la sperimentazione pratica e valorizzando le abilità sensoriali quali determinanti strumenti di conoscenza.

Nell’opera di Matavitatu l’arte culinaria di Roma antica riprende vita attraverso un attento lavoro di recupero di ricette tratte da autori latini e interpretate con un lavoro “a più mani”, con lo scopo anche di mostrare come la sensibilità del gusto possa avvicinare a un frammento di storia, attraverso la “magia” di preparazioni accuratamente indagate.
Obiettivo dell’iniziativa è anche approfondire la conoscenza di angoli poco noti della città di Todi: quelli relativi alle domus edificate in prossimità del fòro, incastonate, come piccoli gioielli della memoria, in costruzioni di epoca posteriore.

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