Nuovo Consiglio comunale stasera a Todi e nuova variazione al bilancio annuale di previsione e alla relazione programmatica triennale da approvare.
L’ordine del giorno del massimo consesso civico, convocato alle 18.30, si caratterizza per l’argomento legato all’esercizio finanziario 2008, essendo il primo punto riferito alle interrogazioni (la cui trattazione sembrerebbe destinata ad essere anche stavolta rinviata), mentre il terzo è una variante ad un piano attuativo di iniziativa privata e come tale pura routine.
La variazione proposta dalla Giunta Ruggiano è relativa alla realizzazione del museo lapidario presso il complesso delle Lucrezie, allestimento per il quale si andranno a stanziare circa 100 mila euro, prima trance di un investimento complessivo che dovrebbe assommare alla fine a circa il doppio.
Sull’argomento nei giorni scorsi si è tenuta una riunione di maggioranza, al cui interno sembrava esistessero alcune frange non troppo convinte della priorità rappresentata dal nuovo museo (sono circolati i nomi di Mario Epifani e di Claudio Serafini, ma sembra che anche in Forza Italia ci fosse chi reclamava se non altro una maggiore collegialità nelle scelte).
Alla fine dell’appassionata illustrazione del progetto da parte dell’assessore alla cultura Margherita Bergamini, strenua promotrice dell’iniziativa, l’intero centrodestra avrebbe licenziato però con favore la pratica, inquadrandola all’interno di un progetto più ampio e articolato che punta a fare nel tempo delle Lucrezie un secondo importante polo museale.
In teoria, dunque, l’approvazione della variazione del bilancio dovrebbe essere scontata. O almeno lo è stata fino a domenica sera, quando al termine di un botta e risposta (consumatosi sulle pagine di TamTam) tra il Pd e Mario Epifani sulla Veralli-Cortesi ha aperto una possibile falla nella squadra di Ruggiano.
Provocato dal Partito democratico in merito alla scarsa considerazione che le sue posizioni avrebbero all’interno dell’Amministrazione di centrodestra, Epifani ha confessato di “avere in effetti le scatole piene”, che “le cose nella maggioranza non stanno andando per il verso giusto” e che per questo sta pensando di farsi “da parte per sempre dalla vita politica cittadina”.
Nel suo intervento (ospitato integralmente in “lettere e interventi”), il consigliere della destra tuderte, rivela che “fino ad ora, per il supremo bene della coalizione, ho spesso subìto, inghiottendo bocconi amari, sconfessioni sul mio operato, peraltro prima condiviso e poi disconosciuto; ho patito scelte che non condivido e delle quali spesso non sono stato nemmeno informato. A questa situazione valuterò nei prossimi giorni se sia il caso di dire basta”.
Le questioni a cui fa riferimento Epifani sono probabilmente quelle già note afferenti alla scelta della nuova gestione del festival, al mancato sostegno della coalizione alle sue battaglie contro Etab e Veralli ed anche, appunto, alla vicenda del lapidario, per la cui realizzazione si vota proprio stasera.
Lasciando per il momento in secondo piano il caso dimissioni che, se si verificherà, si andrà a concretizzare da qui a qualche giorno (con il subentro del primo dei non eletti Giorgio Pordenoni, il quale dovrebbe però dimettersi dal cda della Veralli), resta da capire come si comporterà Epifani nel frattempo.
Si assenterà dall’aula come quando si è parlato del festival di Costanzo? Oppure si asterrà o voterà addirittura contro, mettendo a quel punto in serio imbarazzo l’Amministrazione (e forse anche il presidente del Consiglio Pizzichini, non più undicesimo ma decimo consigliere)? O, ancora, si risolverà tutto prima dell’inizio del Consiglio, con un chiarimento Ruggiano-Epifani?
Comunque vada a destra, difficilmente la varazione di bilancio potrà avere il sostegno delle forze di opposizione, da parte delle quali in passato erano già arrivate delle perplessità nel merito.
Le aveva mosse incidentalmente in un suo intervento il consigliere di Rifondazione Andrea Caprini, con l’invito alla Bergamini di desistere, ed anche dal Partito democratico non sono mai giunti segnali di condivisione ed apertura.
Di recente sull’idea del lapidario si era espresso negativamente anche Carlo Zoccoli, la cui posizione era stata ripresa nel suo blog proprio da Epifani, fatto che aveva generato qualche disorientamento, rivelandosi oggi il segno di un malessere politico più profondo, al quale non risultano certo estranee neppure le vicende legate al dissolvimento della Fiamma Tricolore a livello locale.













