Si rafforza la convinzione degli inquirenti che l’omicidio della ventenne rumena a Madonna alta di Perugia non sia un episodico atto di un cliente “malato”, ma una lucida esecuzione, nello stile delle mafie più sanguinarie.
La giovane dopo essere stata probabilmente stordita con un forte pugno al viso è stata poi strangolata con un cordino portato da fuori (improbabile che qualcuno vada in giro con un cordino in tasca se non ha già programmato di usarlo).
La presenza di un racket, che punisce severamente chi sgarra o che elimina la concorrenza non gradita (le lavoratrici del sesso autonome non accasate), starebbe ad indicare che anche a Perugia, ma non solo lì, la criminalità organizzata si è ben istallata e gestisce nascosta anche la criminalità cosiddetta minore.
L’indagine continua a essere concentrata sul mondo della prostituzione, ma si potrebbe poi scoprire che questa è una delle tante attività di un gruppo ben radicato.
Per questo forse è stata sentita a lungo dalla squadra mobile di Perugia la giovane coinquilina della ventenne rumena strangolata, anche lei straniera e giunta da un paio di mesi in Italia, che avrebbe fornito elementi ritenuti utili dagli investigatori, coordinati dal sostituto procuratore Daniela Isaia.
- Redazione
- 7 Luglio 2008













