A fronte di un contenuto aumento degli sbarchi, l'aumento di immigrati che raggiungono le nostre coste è stato molto più consistente: il provvedimento del Governo riguarda ora tutto il territorio nazionale

I disperati che scelgono la via di mare per arrivare in Italia dal sud del mondo affollano sempre di più, fino all’inverosimile, le imbarcazioni.
Gli sbarchi nel corso di quest’anno sono stati in totale 284, a fronte di 270 sbarchi sulle nostre coste nel medesimo periodo dello scorso anno.
Ma sono stati 13.108 gli immigrati sbarcati sulle nostre coste dal 1 gennaio al 24 luglio 2008, contro 8.106 persone giunte sul nostro territorio nazionale nello stesso periodo dello scorso anno. Cioè il 62% in più rispetto all’anno precedente. Lo testimoniano i dati ufficiali in possesso del Viminale.

Sulla base di questa situazione ”di eccezionale pressione” è stata disposta la ”proroga” dello stato di emergenza, che però è stato esteso a tutto il territorio nazionale, deliberata  dal Consiglio dei Ministri.
Nell’anno 2008, “in relazione anche alla migliorata condizione delle strutture di accoglienza”, si era ritenuto di limitarne l’applicazione al solo territorio delle regioni Puglia, Sicilia e Calabria’.
Per l’attuazione degli interventi di emergenza si provvede anche a mezzo di ordinanze in deroga ad ogni disposizione vigente, e nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico.

Il Presidente del Consiglio dei ministri, ovvero, per sua delega il Ministro per il coordinamento della protezione civile, può emanare  ordinanze finalizzate ad evitare situazioni di pericolo o maggiori danni a persone o a cose.
Il prefetto Morcone, Capo dipartimento delle libertà civili e l’immigrazione, ha precisato che il provvedimento ”consentirà attraverso l’utilizzo di ordinanze di protezione civile l’adozione di procedure accelerate per la gestione dei nuovi Centri di accoglienza nonchè interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria in strutture soggette a quotidiano degrado”.

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