Centoventi chilometri da Roma, lungo “vecchia” Salaria, attraverso le terre che furono dell’imperatore Flavio Vespasiano. Qui è Leonessa, città d’arte e di storia, ma anche di tragedia.
Città martire della seconda guerra mondiale, medaglia d’argento al valore civile, “a perenne ricordo del sacrificio dei caduti per la libertà d’Italia”..
La storia di questa città è lunghissima. Si snoda attraverso sette secoli di torri e di eremi, di chiese quattrocentesche con dipinti pressoché unici di rosso che porta dentro di sé il Verbo che si è fatto carne.
Leonessa, l’antica “Gonesse” nasce come città di confine tra lo Stato pontificio ed il Regno delle due Sicilie, ancora oggi dominata dalla Torre angioina di pietra grigia a nove lati, voluta, nel 1280, dal fondatore Carlo d’Angiò.
Fu subito città “demaniale”, non “feudale”, posta cioè sotto la diretta giurisdizione del Re. In sostanza, nella condizione di libero comune e come tale insiste nel volersi staccare dal Lazio e aggregarsi all’Umbria.
Ma da parte della Provincia di Terni non pare che ci sia troppo entusiasmo e dalle dichiarazioni del Presidente, dopo che la legittimazione del referendum, che il Consiglio comunale della cittadina del Terminillo vuole all’unanimità, è stata sancita dalla magistratura, sembra che l’ala protettrice umbra sarà stesa solo se la provincia di Terni potrà allargarsi anche a Nord a spese di quella di Perugia.
- Redazione
- 11 Agosto 2008











