Ad avere un pò di fantasia e voglia si può scoprire che in ogni area della Terra, anche nelle più povere, è possibile sfruttare una determinata risorsa, sia questa il sole, il vento o le correnti marine per produrre energia.
Due arzilli scienziati fisici in pensione, non più distratti dalle esigenze dei loro “committenti” hanno pensato di sviluppare un dispositivo in grado di generare enormi quantità di energia elettrica sfruttando le onde del mare senza grosse attrezzature e capitali.
Tra cinque anni contano di commercializzarlo con una potenza di circa un megawatt, sufficiente a dare corrente a 2.000 abitazioni.
I due esperti hanno riempito un lungo cilindro ( 200 metri x 7) di gomma con acqua di mare e, chiuso le due estremità così da formare un enorme salsiccione, lo hanno immerso a circa 100 metri di profondità, lasciandolo in balia delle correnti.
Il moto ondoso e la forza delle acque hanno iniziato ad agitare l’attrezzo, ribattezzato Anaconda, comprimendo l’acqua contenuta al suo interno e mettendo in moto, grazie all’aumento di pressione, le turbine installate a una delle estremità del cilindro.
- Redazione
- 16 Agosto 2008







