La patologia cresce come quelle allergiche e si presenta con una forte incidenza vicino alle ciminiere delle fabbriche industriali

Come le allergie colpiscono il corpo, l’autismo mina il cervello, la psiche. Entrambe malattie moderne, forse da reazione all’ambiente “malato” e tossico, malattie che crescono.
In tutto il mondo le diagnosi di autismo sono in aumento: dagli anni ’70 ad oggi si è passati da 4-6 casi a 40-60 ogni 10 mila bambini, ma c’è da capire se siano veramente i malati a crescere o sia la scienza medica a classificare come autistici soggetti con disturbi prima non classificabili.
Tutte sindromi che hanno in comune l’incapacità di immaginare scenari astratti, di stabilire relazioni sociali, di comunicare.

In Italia l’autismo colpisce oggi circa 20 bambini ogni 10 mila nati. Nel 1997 erano 4 ogni 10 mila. In un decennio sarebbero circa 6 mila gli autistici venuti al mondo nel nostro Paese.
C’è crescente preoccupazione che tossine e inquinamento ambientale possano portare all’autismo.
Un esempio: nella città di Leominster, nel Massachusetts, dove si trovava una volta un’industria per la produzione di occhiali da sole, c’è un’alta presenza di autismo.
La maggioranza dei casi è stata riscontrata nelle case sottovento rispetto alle ciminiere della fabbrica.

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