La Regione dell'Umbria ha recepito il decreto che ha trasferito le funzione di sanità penitenziaria al servizio sanitario nazionale

“Garantire ai detenuti  prestazioni sanitarie pari a quelle erogate ai cittadini in stato di libertà“: muove da questo presupposto – per l’assessore regionale alla sanità Maurizio Rosi – l’atto di indirizzo recentemente adottato dalla Giunta regionale dell’Umbria in materia di medicina penitenziaria.
La delibera, rivolta alle Aziende Sanitarie Locali umbre nel cui territorio ricadono per competenza gli Istituti e servizi penitenziari, recepisce le indicazioni del Decreto riguardante il trasferimento delle funzioni di sanità penitenziaria al servizio sanitario nazionale.

Obiettivo del provvedimento, ora in fase di attuazione, è di tutelare la salute dei detenuti attraverso l’informazione e l’educazione sanitaria, l’attuazione di misure di prevenzione e lo svolgimento delle prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione previsti dal SSN
Tra le prestazioni da erogare sono inclusi anche il sostegno del disagio psichico e sociale, l’assistenza sanitaria della gravidanza e della maternità, l’assistenza pediatrica e servizi di puericultura ai figli delle donne detenute o internate che convivono con le madri negli istituti penitenziari.

Le indicazioni dell’atto di indirizzo sono state recepite dalle ASL dell’Umbria che debbono garantire le prestazioni di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione previste nei livelli essenziali di assistenza.
Le Aziende, cui spetta anche la redazione di una apposita Carta dei servizi sanitari, stanno ultimando le procedure necessarie al completo trasferimento delle funzioni sanitarie, dei rapporti di lavoro, delle risorse finanziarie, delle attrezzature e dei beni strumentali finora appartenenti all’ordinamento giudiziario.

condividi su: