Il tamtam aveva reso nota la cosa già nei primi giorni di luglio, ma solo il 21 agosto il capogruppo regionale del Pd a Palazzo Cesaroni, Gianluca Rossi, l’ha scoperta e commentata con queste parole.
“La notizia diffusa oggi dagli organi d’informazione, inerente una interrogazione parlamentare presentata da qualche tempo, da parte di alcuni esponenti radicali iscritti al gruppo del Pd della Camera dei deputati, lascia sconcertati per l’inopportunità di alcuni contenuti e per il livello di approssimazione che mai dovrebbe contraddistinguere un parlamentare della Repubblica”.
Così Gianluca Rossi, in un intervento nel quale afferma anche che gli esponenti radicali “ripropongono il tema dell’inquinamento della Conca ternana attribuendolo in via esclusiva alla presenza degli impianti di smaltimento dei rifiuti (Asm, Terni Ena, Printer), ignorando le cause vere, di natura morfologica ed industriale, oltre che di viabilità, che da decenni insistono sul nostro territorio”.
“Per il resto dei contenuti dell’interrogazione parlamentare, oggetto di inchieste giudiziarie – aggiunge Rossi – credo che la politica, ancor più quella rappresentata in Parlamento, farebbe bene a tacere ed aspettare con fiducia l’esito finale di suddette inchieste prima di emettere giudizi sommari e sentenze che spettano esclusivamente alla magistratura, senza strumentalizzazioni di fatti ed episodi il cui nesso è tutto da dimostrare sia da un punto di vista medico che giudiziario”.
Tutto ciò mentre anche Raffaelli parla di “fuoco amico” in una lettera inviata all’Ufficio di presidenza del gruppo parlamentare del Partito Democratico alla Camera dei deputati, e per conoscenza agli organismi regionali e nazionali del Pd, il sindaco di Terni.











