L'Amministrazione inaugurerà il 6 settembre la nuova struttura realizzata nella frazione di Mercatello con un investimento di 80 mila euro

Tempi rispettati per il nuovo asilo, il sesto, nel territorio del comune di Marsciano, localizzato nella frazione di Mercatello e a servizio quindi delle frazioni a nord del capoluogo.
L’Amministrazione ha fissato l’inaugurazione per il prossimo 6 settembre, a ridosso della ripresa della stagione scolastica. Con questa struttura, sottolinea una nota, viene centrato “l’obiettivo del 30% di posti rispetto alla popolazione da 0 a 3 anni, caso unico in Umbria e tra i pochissimi in Italia”.
Il Nido di Mercatello si andrà ad aggiungere alle altre strutture per l’infanzia dislocate sul territorio: il Nido “G.Rodari” del capoluogo, che è la struttura comunale, l’“Orsa Minore” di Papiano, l’“Orsa Maggiore” di Ammeto e la “Stella Polare” di Badiola, gestite dalla Cooperativa Sem e il “Lilliput” di Spina, gestito dalla Cooperativa Lasciaa. Proprio a quest’ultima Cooperativa sarà affidato anche il nuovo Nido di Mercatello.

La cerimonia inizierà alle ore 9 presso il Verde pubblico “R. Coli” di Mercatello alla presenza del sindaco Chiacchieroni, dell’assessore comunale Massoli, del presidente della Cooperativa Polis Gianfranco Piombaroli e di alcuni operatori pedagogici della stessa Polis, della Cooperativa SEM nonchè dell’educatrice dell’asilo “Rodari” Mauretania Chiucchiù.
Le conclusioni saranno affidate all’assessore regionale Maria Prodi, con successivo taglio del nastro presso la Via della Chiesa Nuova e buffet finale ancora presso il Verde pubblico.

Gli interventi per la realizzazione del nuovo asilo nido sono consistiti nella sistemazione della copertura, nella ridivisione interna degli spazi per la realizzazione di: dormitorio lattanti, refettorio, cucina, spogliatoio e bagno personale, ingresso, bagni per bambini e sala adibita ad area giochi, con un investimento complessivo di circa 80 mila euro.
La struttura era stata ceduta al Comune dalla Congregazione “Sorelle dei Poveri di Santa Caterina da Siena”,
che a loro volta lo avevano ricevuto a seguito di un atto di donazione che vincolava proprio il suo utilizzo a scopi sociali: ospizio, asilo infantile e servizi affini.

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